Telefonini, aboliti i costi fissi ma i gestori ricaricano i prezzi
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fonte:
- Il Manifesto
È entrato in vigore il decreto Bersani: niente più balzelli sulle schede prepagate. Le compagnie si adeguano ma che fatica, Wind cede solo dopo il richiamo dell`Authority. E il rischio è che ritocchino le tariffe Sara Farolfi Costi fissi di ricarica dei cellulari aboliti? Sì, ma che fatica. I gestori telefonici eseguono il dettato ministeriale, salvo poi magari ritoccare le tariffe, e anche Wind, che fino all`ultimo ha provato a infischiarsene, alla fine ha dovuto cedere. Il giorno dell`entrata in vigore del decreto Bersani, che abolisce i costi fissi di ricarica per le carte telefoniche prepagate, non assomiglia però alla conclamata “vittoria del consumatore“: quello che esce dalla porta (i costi fissi di ricarica), come si dice, rischia di entrare dalla finestra (come tariffe maggiorate). Il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani passa all`incasso: “abbiamo slegato le mani al consumatore“. Ma le associazioni dei consumatori, termometro solitamente attendibile per questo genere di provvedimenti, invitano a prestare attenzione ai nuovi tariffari. Andiamo con ordine, a partire dal decreto Bersani che ieri è entrato in vigore. Punto primo, il provvedimento prevede l`abolizione dei costi fissi di ricarica per i telefoni cellulari. Quel sovrapprezzo al traffico telefonico che finora è stata usanza tutta italiana, variabile da azienda a azienda (1 euro ogni 3 di traffico per Vodafone, 1 ogni 4 per Wind e 1 ogni 5 per Tim, ad esempio). Punto secondo, il decreto vieta la previsione di una scadenza al credito telefonico (che fino a oggi era stabilita in un anno) e consente la portabilità del credito residuo nel caso di un cambio di compagnia telefonica (che fino a ora andava invece perso). A questo punto si potrebbe stilare, come fa l`associazione indipendente di consumatori Altroconsumo, una pagella per le quattro compagnie che gestiscono il traffico di telefonia mobile. “Encomiabile“ il comportamento di 3 e “corretto“ quello di Tim, che hanno annullato i costi di ricarica prima della scadenza del decreto senza cambiare le tariffe; “discutibile“ quello di Vodafone, che se da una parte annulla i costi di ricarica, dall`altra cambia parzialmente il proprio parco tariffario, ritoccandolo all`insù (per una percentuale che va dal 30 al 60% di maggiorazioni, stima Altroconsumo, prendendo a riferimento un profilo di un utente che effettua 15 chiamate da due minuti la settimana e spedisce 7 sms); “inqualificabile“ invece Wind che fino all`ultimo ha provato a violare il decreto lasciando invariato il costo di ricarica per le schede inferiori ai 50 euro (eliminandolo invece per i nuovi piani tariffari che però, neanche a dirlo, costano molto di più). Solo dopo le denunce delle associazioni dei consumatori e la richiesta di chiarimenti da parte dell`Autority è stata costretta a fare dietro front, togliendo i costi fissi per tutte le ricariche. Un po` piagnucolando “sugli effetti negativi che questo avrà sulla concorrenza del settore“. Ma nel mirino dell`Autorità garante per le telecomunicazioni è finita anche l`inglese Vodafone, che fin da subito ha rispettato il decreto nel suo primo punto, salvo poi chiedere un rimborso di 8 euro per restituire il credito residuo all`utente che decida di dismettere la carta o di passare a un altro operatore. La stessa Autorità è stata ieri, d`altra parte, oggetto di numerosi solleciti da parte delle associazioni dei consumatori. Non ci sono più i costi fissi, è vero, ma il vero problema ora è che le compagnie non si rivalgano sulle tariffe ritoccandole all`insù. Come sembra avere già fatto, secondo Altroconsumo, proprio Vodafone. Il Codacons ha presentato un esposto all`Autority perchè “blocchi i piani tariffari che prevedono aumenti a danno degli utenti“. Non solo, “il prossimo passo – spiega il presidente Carlo Rienzi – sarà obbligare i gestori a restituire i soldi incamerati attraverso i costi di ricarica“. Adusbef e Federconsumatori annunciano che “continueranno a vigilare“. Più in generale il Consiglio nazionale degli utenti (Cnu), che raggruppa le associazioni dei consumatori, esprime “soddisfazione“ ma invita comunque gli utenti a valutare attentamente tutti i piani tariffari. Proprio oggi, infatti, entrano in vigore le nuove regole dell`Autority contro la giungla dei piani tariffari, perchè chiunque abbia un cellulare sa quanto è complicato capirci qualcosa: le compagnie dovranno pubblicare in modo chiaro le condizioni contrattuali delle propie offerte commerciali, secondo una griglia di regole sia per la telefonia fissa che per quella mobile. Con multe fino a 2,5 milioni di euro. E come se non bastasse sul decreto pendono anche i dubbi di Bruxelles. Al vaglio della Commissione Europea ci sarebbe in particolare l`indipendenza dell`Autorità garante per le telecomunicazioni (Agcom), che potrebbe non essere stata rispettata (i costi di ricarica infatti dovrebbero essere di competenza dell`Agcom, mentre il provvedimento è stato preso dal legislatore). Insomma, come dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, “il governo ha dovuto agire d`urgenza con un provvedimento che l`Agcom avrebbe già dovuto prendere da tempo“. Insomma, telefonate in fretta prima che i furbetti del telefonino si inventino qualcos`altro.
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