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13 Luglio 2019

Telefonia, stop bollette a 28 giorni Le compagnie risarciranno così

il dossier Michele Di BrancoLa guerra delle bollette a 28 giorni è finita. E le compagnie telefoniche l’ hanno persa nettamente. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza Agcom imponendo a Fastweb, Wind Tre e Vodafone Italia, che avevano fatto ricorso, di risarcire i consumatori per i giorni erosi con la fatturazione quadrisettimanale. tre sentenzeLe tre sentenze emesse dal giudice amministrativo parlano chiaro: le compagnie dovranno provvedere, in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese, a stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati goduti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e quello di fatturazione mensile. diritto di indennizzoIn pratica, i tre operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi, eventualmente spalmati su più fatture. Per i 10 milioni di utenti in ballo si apre la strada a un diritto di indennizzo compreso tra 30 e 50 euro. Mentre sulle compagnie sta per piombare un salasso da un miliardo di euro. Cosa accadrà adesso, e in che modo gli utenti potranno ottenere soddisfazione? i risarcimentiIl risarcimento consisterà nella possibilità automatica di usufruire di giorni gratuiti di traffico telefonico: la data di addebito del canone verrà spostato in avanti di una quantità di giorni equivalente a quelli sottratti nel periodo in cui gli operatori facevano pagare ogni 28 ogni anziché una volta al mese; ossia si tratta di 2-3 giorni da recuperare per ogni mensilità. Ma c’ è un’ altra strada. Chi lo vorrà, potrà accettare misure compensative come regali, bonus o traffico Internet in omaggio. «I consumatori – osserva il Codacons a tal proposito – devono prestare massima attenzione: queste offerte sono infatti a costo zero per le società della telefonia e potrebbero non compensare il credito». Per chi, invece, è uscito dal contratto avvalendosi del meccanismo del recesso c’ è l’ opzione dell’ indennizzo monetario diretto da reclamare su istanza. Nelle sentenze, che risalgono al 4 luglio, non figura ancora Tim, che aveva presentato ricorso successivamente e sulla quale non c’ è quindi un pronunciamento, anche se nelle diverse sentenze di oggi relative agli altri operatori, appare univoca la decisione di confermare la sentenza originale del Tar. Le sentenze rese note ieri riguardavano, appunto, le compensazioni dei giorni erosi, ma le compagnie avevano anche avanzato un ricorso incidentale che era stato proposto contro la decisione del Tar di dimezzare le multe decise dall’ Agcom. Le multe iniziali, che ammontavano a un milione e 60 mila euro, rimangono quindi ridotte a 580 mila euro. «Gli indennizzi – spiega Paolo Fiorio, legale che ha assistito l’ associazione Movimento Consumatori davanti al Consiglio di Stato – devono essere automatici e immediati e devono prescindere dalle richieste degli utenti. Le compagnie telefoniche non hanno più scuse e devono adempiere alla delibera dell’ Agcom, altrimenti chiederemo l’ ottemperanza delle sentenze». Tra l’ altro, conferma Fiorio, «la sentenza riguarda anche coloro che hanno esercitato il recesso dai contratti successivamente al 23 giugno 2017: compagnie dovranno rimborsare anche questi utenti ai quali non è applicabile la restituzione dei giorni erosi». – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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