25 Febbraio 2008

Telefonia, servizi trappola

Telefonia, servizi trappola
“Non devono più essere fatturati nelle bollette“

Non c`è santo che tenga. Lo san bene anche le suorine del convitto pavese di San Lanfranco: suoneria scaricata e truffa caricata. Con l`arrivo di una bolletta di 3.500 euro per chiamate ai soliti noti, 144, 166, 899. Le suorine si rivolsero alle associazioni dei consumatori e denunciarono l`accaduto. Consumatori, denunce. Correre ai ripari dopo. E nel mentre maledire, trattar male, insultare le compagnie telefoniche, fisse e mobili, esse stesse “vittime dei raggiri“. Ma prevenire, si può? Spiegano dalla Telecom che, con insistenza, chiedono all`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni d`impedire che i servizi con i prefissi trappola siano fatturati, come succede oggi, nella bolletta della stessa compagnia. “Sarebbe meglio che i servizi venissero pagati attraverso speciali carte di credito, magari acquistabili in tabaccheria e con un badget limitato“, in modo tale “da acclarare la consapevolezza del cliente“. Insomma, se uno s`attacca a un 899 perché cerca conversazioni porno o la sfera del mago e corre il rischio d`incappare in una trappola, beh, sono fatti suoi. Però almeno, nel caso, se la prenderà con se stesso. Le carte di credito sono un chiodo fisso della Telecom. E la compagnia, a chi chiede perché non si riesca a vigilare a monte sugli 899, ammette: “È materialmente impossibile. E andrebbe a violare la privacy“. Luca Marzegalli, che lavora col Politecnico di Milano sul tema della sicurezza informatica e telefonica, dice che, qualcosina in più, le compagnie potrebbero pure farla. “Investendo in risorse e uomini per potenziare la “macchina“ ispettiva“. Poi, chiaro, Marzegalli è il primo a riconoscere che un truffatore, con le sue abilità e capacità d`infilarsi sempre e ovunque aggirando le difese, ecco un truffatore è difficile da individuare, figurarsi inseguire e braccare. Ora, domanda: eliminarli una volta per tutti, questi 899 e affini, è impossibile? Pare di sì: molte sono le aziende che li usano per lavorare e in maniera corretta e regolare. E allora, allora ci si butta sulle insistenti campagne di sensibilizzazione. Vodafone, per esempio, ne ha battezzata una per offrire ai genitori informazioni e strumenti per capire il linguaggio della tecnologia e “governare“ l`uso dei telefonini dei figli. Perché, alla fine, sono i ragazzi a smanettare con maggior frequenza e insistenza sull`apparecchio, e vedersi prosciugato il credito dopo aver scaricato una suoneria, un gioco o la foto d`una miss desnuda. In ogni modo, spiegano da Tre Italia, “i servizi non più voluti si possono disattivare con facilità“. Navigando in internet oppure chiamando il centralino delle informazioni. Secondo il Codacons, in Italia tre milioni di persone cadono nelle truffe via cornetta o cellulare per un giro di soldi (persi) vicino ai 20 milioni di euro. Che cifre. Che botta. A proposito di Codacons. Compagnie telefoniche e associazioni di consumatori sovente arrivano allo scontro. La Tim, per ribadire che le vittime non sono soltanto i cittadini e per spronare all`azione comune antiraggiratori, mette nero su bianco quest`invito: se hai bisogno, se vuoi, se sei stato gabbato, puoi farti assistere da un`associazione dei consumatori per attivare la procedura di conciliazione. Senza paura, esitazione, timidezza: alla fine, farsi derubare da un impostore, e quelle suorine ve lo possono garantire, non è un peccato veniale.

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