25 Ottobre 2011

Telefonia Sarà guerra a colpi di cent

Telefonia Sarà guerra a colpi di cent
 

ROMA Centesimo dopo centesimo, silenziosamente,
si sta combattendo una
guerra che potrebbe valere 2,5 miliardi
di euro. È quella in corso tra operatori
di rete fissa e mobile. Telefoni contro telefonini,
per le chiamate al minuto.
Tutto ha origine dalle tariffe di terminazione
mobile, cioè il costo che gli operatori
mobili fanno pagare agli altri operatori
per connettersi alla loro rete. Al
momento un gestore fisso (per esempio
Telecom, Fastweb, Infostrada e Tele2)
paga 5,3 centesimi al minuto per le chiamate
verso Tim, Vodafone e Wind; 6,3
centesimi al minuto per le chiamate verso
3 Italia. In Europa i costi sono inferiori.
E così forse già il 3 novembre l’Agcom,
cioé l’Autohority per le comunicazioni
chiamata ad adeguarsi alla normativa
Ue, deciderà l’entità del taglio.
L’Agcom potrebbe prevedere una prima
riduzione di a gennaio e la tariffa potrebbe
così scendere da 5,3 a 4,1 centesimi,
comportando in soli 6 mesi ben
due tagli dei prezzi di terminazione. Già
a luglio 2011 è stata attuata una sforbiciata
del 20%. La riduzione di ricavi per
il settore mobile, secondo le compagnie,
sarebbe di circa 2,6 miliardi di euro sul
periodo considerato (2012-2015).
Ma sarà bene non farsi illusioni: i benefici
per il consumatore sul taglio delle
tariffe non saranno così evidenti. Le associazioni
dei consumatori sono divise.
Altroconsumo chiede un taglio netto
delle tariffe mentre per il Codacons
«si potrebbero avvantaggiare alcuni operatori
a danno di altri, senza nessun vantaggio
per gli utenti».

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