Telefonia, Codacons: “Compagnie ritirino aumenti o sarà class action”
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fonte:
- SestoPotere.com
Roma – 16 febbraio 2018 – Le compagnie devono necessariamente fare dietrofront sugli ingiustificati aumenti delle tariffe che scatteranno nei prossimi mesi, o sarà inevitabile una class action a difesa dei loro clienti. Lo afferma il Codacons, grazie al cui esposto l’ Antitrust ha aperto una formale istruttoria sui rincari delle bollette. “Il sospetto di cartello anticoncorrenza da noi denunciato è talmente fondato che l’ Autorità ha accolto immediatamente la nostra richiesta – spiega l’ associazione – Gli operatori telefonici devono subito ritirare gli aumenti delle tariffe annunciati a partire da aprile, perché in caso contrario e se l’ Antitrust dovesse accertare comportamenti anticoncorrenziali, scatterà nei loro confronti una class action”. Questa l’ iniziativa promossa dal Codacons alla quale potranno aderire i clienti che hanno stipulato contratti telefonici e che ritengono di aver subiscono “un danno economico abnorme a causa degli assurdi rincari”. Intanto il Codacons ha già presentato un’ istanza a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di disporre sequestri cautelari presso le compagnie telefoniche operanti nel nostro paese. Al centro della richiesta dell’ associazione, le illegittime fatturazioni a 28 giorni da parte delle società della telefonia, adottate a partire dal 2015 e ora bocciate definitivamente dal Tar. utilizzo telefono cellulare In attesa che il Tribunale amministrativo decida in modo definitivo sui rimborsi agli utenti ordinati dall’ Agcom, aspetto per il quale il Tar ha preso tempo fino al prossimo 31 ottobre, il Codacons ha chiesto a 104 Procure di tutta Italia di intervenire disponendo il sequestro cautelare presso gli operatori telefonici delle maggiori somme pagate dai consumatori a causa delle bollette a 28 giorni. ” Si tratta – spiega il Codacons – in base ai nostri calcoli di 500 milioni di euro illegittimamente incassati dalle compagnie solo dal 23 giugno 2017, giorno di entrata in vigore della delibera dell’ Agcom . Trattandosi di proventi derivanti da un comportamento dichiarato illegale dall’ Autorità per le comunicazioni e dal Tar, tali soldi devono essere sequestrati dalle Procure e affidati ad un custode legale, in attesa della pronuncia definitiva dei giudici amministrativi – chiarisce l’ associazione”.
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