13 giugno 2017

Telefoni, nuova era: via il roaming

da giovedì scompaiono i costi internazionali in tutti i paesi ue
Il tanto odiato e costoso, roaming internazionale telefonico va finalmente in pensione. Dal 15 giugno – giovedì – telefonate, sms e traffico dati consumati dai paesi dell’ Unione europea saranno inclusi nella normale bolletta pagata in Italia. La rivoluzione, chiesta da tempo e a gran voce dagli utenti, sarà in vigore a tutti gli effetti da giovedì. Giusto in tempo per far risparmiare migliaia di turisti italiani in partenza per le vacanze estive oltre confine. Le associazioni di consumatori hanno accolto con soddisfazione le novità, ma promettono di non abbassare la guardia e vigilare nel caso le compagnie telefoniche facciano figurare sotto altre voci le spese abolite per il traffico internazionale. «LUNGA BATTAGLIA» «Si sta forse mettendo la parola fine a una lunga battaglia per i diritti dei cittadini italiani», afferma Monica Satolli, responsabile per la Sardegna dell’ Unione nazionale consumatori. «Da tempo chiedevamo che venissero riconosciuti gli stessi diritti concessi a qualsiasi cittadino comunitario, anche nel campo della telefonia. Diritti che molte compagnie telefoniche non hanno voluto concedere con tempestività nonostante gli inviti di Bruxelles». Dai numeri di un’ altra associazione, il Codacons, è emerso il fardello economico a carico degli utenti europei: 8,5 miliardi di euro l’ anno per le spese di roaming internazionale, circa il 10% dei ricavi dei gestori. Una cifra esorbitante, ma che non deve sorprendere se si considera che nel 2006 un italiano pagava da 1 a 6 euro al minuto per fare una telefonata dall’ estero, e dai 35 centesimi a un euro per riceverla. CONSUMATORI CAUTI «La cancellazione dei costi di roaming sul territorio comunitario è una vittoria importante – conferma il presidente nazionale del Codacons, Gianluca Di Ascenzo – ma l’ attenzione deve rimanere alta, da parte nostra e dei cittadini, affinché le compagnie non compensino i guadagni mancati inserendo tariffe e opzioni aggiuntive all’ insaputa del cliente. Invitiamo per questo motivo anche i cittadini sardi a controllare i dettagli di abbonamenti e piani tariffari in cerca di addebiti insoliti o voci inattese. Anche pochi centesimi in più sulla bolletta possono fare la differenza». OMOGENEITÀ UE L’ apertura delle frontiere telefoniche varrà però solamente per i 27 paesi membri dell’ Ue, a cui si aggiungeranno Norvegia, Islanda e, nonostante la Brexit, Regno Unito. Costi e norme rimarranno invece invariate per chi soggiornerà in Svizzera e fuori dall’ Europa. Tutto il traffico voce e dati su territorio comunitario verrà quindi conteggiato e addebitato come nazionale entro i limiti previsti da i piani tariffari sottoscritti da ciascun utente. «Non per questo saranno accettati abusi – avverte Andrea Pusceddu di Federconsumatori Sardegna – non sarà permesso, per esempio, acquistare una scheda telefonica in paesi con tariffe più economiche e sfruttarla costantemente in Italia. L’ utilizzo di un piano telefonico sarà infatti consentito oltre i confini nazionali per non oltre quattro mesi spalmati nell’ arco di un anno». Oltrepassati i limiti temporali, scatteranno costi aggiuntivi tutt’ altro che a buon mercato: pari a 3,2 centesimi al minuto per le chiamate effettuate, 1 centesimo per ogni sms inviato e 7,7 euro per ogni gigabite di dati scambiato. Luca Mascia.