26 Maggio 2006

Telecom finisce nel mirino del garante per la Privacy

TELECOMUNICAZIONI APERTA UN`ISTRUTTORIA PRELIMINARE URGENTE PER VALUTARE VIOLAZIONI DEI DIRITTI

Telecom finisce nel mirino del garante per la Privacy

Per le presunte schedature dei clienti passati alla concorrenza

ROMA Il Garante per la Privacy vuole vederci chiaro e perciò avvia un`indagine. Oggetto: Telecom Italia e le sue strategie per recuperare i clienti perduti. Troppe telefonate mirate. Troppi inviti a tornare indietro sui propri passi nei confronti di chi, ex clienti del gigante numero uno della telefonia, nel frattempo ha aderito a offerte di società concorrenti. Chi è passato a Fastweb, ad esempio, da qualche tempo è oggetto di inviti pressanti da gentile signorine di vari call center che magnificano le offerte Telecom Italia. Peccato che la corte d`appello di Milano, come rivelato ieri da “Repubblica“, ha già emesso un`ordinanza che reputa illegittima questa pratica. Non solo. E` stata comminata una multa nei confronti di Telecom Italia: 500 euro per ogni singolo illecito che dovesse ripetersi. La società avrebbe infatti schedato migliaia di suoi ex clienti, utilizzando informazioni sensibili (domicilio, utenze, consumi telefonici, propensioni alla spesa) “in violazione di precisi obblighi legali e regolamentari… con pratiche abusive, in violazione delle norme sulla concorrenza e con mezzi non obiettivamente giustificabili“. E` quanto scrive in una ordinanza Filippo Lamanna, giudice della prima sezione della Corte di appello civile di Milano. “Poiché il trattamento illecito di dati riservati è fonte di molteplici fattispecie di reato, punibili anche con la reclusione, ci si riserva la decisione di comunicare o meno quanto emerso alla competente autorità di indagine penale“. Ora s`attiva anche il Garante. “Sulla base degli autonomi accertamenti che effettuerà in via d`urgenza e degli ulteriori documenti che chiederà all`autorità giudiziaria, valuterà se sono state violate le norme a protezione dei dati personali e di conseguenza i diritti dei cittadini“. Non sembra entrarci nulla, invece, la questione di presunte intercettazioni abusive. Un sospetto adombrato in articoli di ieri e che ha fatto arrabbiare sul serio il presidente della società, Marco Tronchetti Provera. “I nostri legali stanno lavorando e siamo pronti a fare azioni civili e penali“. Una “schedatura“ in effetti pare accertata. Ma a fini commerciali. A Telecom Italia interessava disegnare il profilo dell`ex cliente per capire la mole del suo traffico e preparare una più aggressiva campagna di ri-fidelizzazione. Tre i punti che il Garante vuole accertare: se ci sia stata una violazione della disciplina che regola gli elenchi telefonici, della disciplina dei servizi telefonici non richiesti, infine dell`accesso indebito alla banca dati nazionale che raccoglie le informazioni su tutti i clienti di qualsiasi società telefonica (un database indispensabile per le fatturazioni e l`interconnessione tra le reti). Anche l`Authority per le Comunicazioni aveva formalmente diffidato nei mesi scorsi Telecom Italia a non attivare azioni unilaterali di rientro di utenti di altri operatori senza rispettare le procedure condivise con gli altri gestori e l`Autorità stessa. Non è un caso, infatti, se tutti i principali operatori telefonici siano stati ispezionati nelle scorse settimane da funzionari dell`Autorità, dalla Polizia postale e dalla Guardia di Finanza. Le associazioni di tutela dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, a loro volta, hanno deciso di presentare un esposto alle procure di Roma e Milano. La notizia che Telecom Italia schedasse i suoi ex clienti, infatti, secondo entrambe le associazione, sarebbe “avvenuta in violazione di precise norme penali a garanzia dei diritti dei cittadini“. Il Codacons, poi, chiede all`Autorità per le Comunicazioni di “attivarsi per accertare subito la situazione, prendendo provvedimenti durissimi contro il gestore telefonico qualora dovessero risultare violazioni a danno degli utenti, compreso il ritiro della licenza“.

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