TASSA SU RICARICHE ADDIO, COMPAGNIE TELEFONICHE SOTTO DI 2 MILIARDI
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fonte:
- Il Giorno
“E ora i gestori aumenteranno le tariffe?“
PER Andrea D`Ambra, il promotore della petizione per l`abolizione dei costi di ricarica dei cellulari che in nove mesi ha raccolto più di 800mila firme, la decisione di ieri del consiglio dei ministri di mettere al primo punto del decreto sulle liberalizzazioni proprio la fine di questa antipatica gabella è, senza dubbio, un sogno che si avvera. Ma di certo non è stato solo il suo. Mentre i principali gestori della telefonia mobile scelgono la linea del silenzio, già le associazioni dei consumatori prevedono che, come si conviene, le stesse stiano in queste ore studiando il sistema per non perdere quanto il decreto Bersani ha tolto e che loro hanno sempre ingiustamente guadagnato in tanti anni. E non è poco. Basti pensare che il costo di una ricarica è pari in media a cinque euro. Se, per esempio, si ricarica il telefonino in media di cento euro ogni bimestre, con il decreto Bersani si andranno a risparmiare in un anno ben 35 euro. E, per giunta, senza veder scadere la propria sim che, invece, prima – se non utilizzata – rimaneva attiva per meno di un anno, dopodichè si perdeva tutto quanto si era versato. UN SISTEMA odioso su cui le compagnie, fino ad oggi, si sono sempre ben guardate dal farsi concorrenza, spingendo tuttavia il cliente esasperato a buttarsi, alla fine, su un abbonamento. Così il decreto Bersani, con una forzatura alle competenze (ad intervenire, in questo caso, sarebbe dovuta essere l`Agicom) ha previsto che nulla di “aggiuntivo rispetto al costo del traffico telefonico richiesto“ possa essere imposto. In arrivo anche norme più stringenti per lo scioglimento del contratto con ulteriori divieti sui costi aggiuntivi e vincoli temporali. Non appena il decreto entrerà in vigore sarà poi l`Agicom che dovrà rendere operative le norme e vigilare sul dopo. Ci sono, tuttavia, dubbi che vengono sollevati dal Codacons circa una possibile inefficacia della norma. Il timore dei consumatori è infatti quello che le compagnie telefoniche cerchino di recuperare quanto perso con vistosi ritocchi alle tariffe: secondo una stima, il decreto Bersani costerà infatti alle compagnie due miliardi di euro di minori entrare. Per incidere davvero sui costi telefonici, a parere di alcuni analisti, bisognerebbe incidere sulla tassa di concessione degli abbonamenti, cioè una tassa che impone il fisco. E che il governo si è ben guardato da abolire.
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