16 Febbraio 2018

Tariffe telefoniche nel mirino della Finanza

verifiche su eventuali accordi non autorizzati tra gestori che avrebbero limitato la concorrenza
Possibili intese non autorizzate tra operatori telefonici sulle tariffe che avrebbero limitato la concorrenza. È questo il motivo per cui l’ Antitrust ha deliberato l’ avvio di un procedimento istruttorio nei confronti delle società Tim, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’ associazione di categoria Assotelecomunicazioni-Asste. Le sedi sono state oggetto ieri di ispezioni del nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza, come richiesto dall’ Agcom, con acquisizione di documenti. Il procedimento si concluderà entro il 31 marzo 2019. Il Garante vuole verificare, dopo gli esposti delle associazioni dei consumatori, se le diverse società abbiano fatto tra loro accordi illeciti sulla fatturazione delle bollette, che tornerà mensile. L’ obiettivo è quello di accertare se abbiano coordinato la propria strategia commerciale per preservare l’ aumento dei prezzi delle tariffe ottenuto con il passaggio alla fatturazione ogni quattro settimane e poi ‘annullato’ con i nuovi obblighi introdotti dal decreto fiscale. “È stato pienamente accolto l’ esposto del Codacons che chiedeva all’ Antitrust di accertare una intesa anti concorrenza da parte della compa gnie telefoniche operanti in Italia”. Spiega il Condacons ricordando che il 24 gennaio presentò un formale esposto all’ Antitrust in cui si chiedeva di aprire un’ indagine per un presunto cartello messo in piedi dagli operatori della telefonia e lesivo della concorrenza e dei diritti dei consumatori. “Il Codacons è stata l’ unica associazione che in Italia ha presentato un esposto all’ Antitrust sulla questione delle fatturazioni a 28 giorni, e finalmente le nostre denunce iniziano a dare frutti – spiega il presidente Carlo Rienzi – In particolare avevamo segnalato come alcune compagnie telefoniche, a seguito del divieto di inviare bollette ogni 28 giorni, avessero comunicato ai propri clienti aumenti delle tariffe praticamente identici, circostanza che poteva rappresentare una intesa finalizzata a ridurre la concorrenza e danneggiare i consumatori. Se i principali operatori della telefonia applicano rincari contemporaneamente e nella stessa misura, l’ utente non può nemmeno avvalersi del diritto di recesso, perché viene privato della possibilità di migrare verso società più convenienti. Se saranno accertati illeciti da parte dell’ Antitrust, avvieremo una class action contro le compagnie telefoniche per gli enormi danni economici prodotti agli utenti”. Immediata la replica dell’ associazione Assotelecomunicazioni-Asstel che raccoglie gli operatori telefonici: “In merito all’ ispezione disposta dall’ Agcm in corso presso i propri uffici l’ Associazione sta prestando la massima collaborazione alle autorità, nella consapevolezza di essere estranea a qualunque pratica anticoncorrenziale”. Sulla stessa linea Tim che si dichiara “estranea a qualsiasi comportamento anticoncorrenziale” e ribadisce “di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente garantendo la piena collaborazione a tutte le Autorità di settore e la massima trasparenza ai propri clienti”. Anche Wind Tre “conferma di aver pienamente rispettato le disposizioni di legge e di essere estranea a qualunque pratica anticoncorrenziale” L’ avvio di un procedimento istruttorio deliberato dall’ Antitrst il 7 febbraio, si ricorda, voleva accertare se gli operatori, spiega l’ authority, anche tramite l’ associazione “abbiano, in violazione dell’ art. 101 del TFUE, coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati dei servizi al dettaglio di telecomunicazione elettronica fissi e mobili, a seguito dell’ introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi”. Secondo l’ ipotesi istruttoria, il coordinamento “è sfociato nell’ adozione di pressoché identiche modalità di attuazione dell’ obbligo introdotto dall’ articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n. 172/2017) per gli operatori di servizi di comunicazione elettronica di prevedere per i contratti stipulati una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi su base mensile o di multipli del mese”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this