6 Febbraio 2020

Tariffe a 28 giorni: il Consiglio di Stato dà l’ ok per i rimborsi automatici

per palazzo spada (sentenza n. 879/2020) non devono essere gli utenti a farne istanza
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sez. VI), con la sentenza n. 879 del 4 febbraio, ha respinto l’ appello proposto dalla compagnia telefonica Vodafone Italia, contro l’ AGCOM, con l’ intervento di alcune associazioni di consumatori (Unione per la difesa dei consumatori, l’ Associazione Codici, il Codacons, l’ Austel Onlus, l’ Associazione Movimento Consumatori). Il ricorso era teso alla riforma di due sentenze del TAR Lazio (Sez. III, n. 11304/2018 e n. 12481/2018). Secondo il giudice d’ appello la disciplina contestata mette in discussione, in via generale, non libere scelte imprenditoriali in ordine alla cadenza delle fatturazioni, bensì specifiche modalità di opzioni non rispettose del principio di trasparenza nei riguardi degli utenti ed, in sostanza, preordinate a nascondere incrementi tariffari, cui ne è conseguito l’ intervento dell’ AGCOM, che ha attivato lo strumento della tutela indennitaria automatica di massa in favore di tutti gli utenti, a fronte di violazioni generalizzate che pregiudicano una moltitudine di utenti attraverso un’ unica e identica condotta da parte dei più rilevanti operatori di telefonia. In tema di “Misure urgenti per la tutela degli utenti dei servizi di telefonia, reti televisive e comunicazioni elettroniche in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e fatturazione dei servizi” , aveva peraltro statuito, tramite una modifica legislativa, che “Il periodo mensile o suoi multipli di cui al comma 1-bis costituisce standard minimo nelle condizioni generali di contratto e nella Carta dei servizi” . Per il collegio amministrativo non l’ abrogazione e neppure la sanatoria, bensì la riaffermazione da parte del legislatore dei valori sottesi alla delibera n. 121 ( Modifiche alla delibera n. 252/16/CONS recante “Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell’ offerta dei servizi di comunicazione elettronica” ) e pienamente ricavabili dal sistema legale istitutivo dell’ Autorità può ravvisarsi nell’ art. 19-quinquiesdecies, così da rafforzare il divieto, posto da tale delibera, di scegliere cadenze temporali di fatturazione eccentriche rispetto all’ unità temporale individuata (il mese o suoi multipli) e lo stesso vale per la misura indennitaria in questione.

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