Tariffa massima: 1,20 euro a minuto. I consumatori: prezzi ancora alti
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fonte:
- Il Secolo XIX
Tariffa massima: 1,20 euro a minuto. I consumatori: prezzi ancora alti
Roma I servizi di informazione per gli abbonati alla rete telefonica fissa non potranno costare più di 1,20 euro al minuto, Iva esclusa. Lo ha stabilito l`Authority per le Comunicazioni che, dopo un`indagine conoscitiva durata più di due mesi, ha deciso di porre un freno all`aumento dei prezzi che ha accompagnato la liberalizzazione del servizio ex 12, avviata lo scorso ottobre. “Il prezzo del servizio, liberalizzato dal primo ottobre 2005 – spiega l`organismo presieduto da Corrado Calabrò – avrebbe dovuto autoregolamentarsi attraverso iniziative degli operatori. Non essendo ciò avvenuto l`Autorità, preso atto che il mercato non ha risposto alle aspettative degli utenti, ha ritenuto necessario intervenire per favorire la discesa dei prezzi del servizio, nell`interesse dei cittadini“. Non completamente soddisfatte, però, le associazioni dei consumatori, che da subito avevano denunciato i “costi imbizzarriti“ del servizio ex 12 e che hanno partecipato attivamente all`indagine dell`Authority. “Il prezzo di 1,20 euro è ancora troppo elevato“, sostengono Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, che chiedono un abbattimento minimo del 50% delle tariffe. “Siamo ancora molto lontani dai prezzi medi europei“, sostengono le associazioni riunite in Intesaconsumatori, sottolineando come il servizio ex 12 costi nel Regno Unito praticamente la metà (0,727 euro). “Per questo la riduzione decisa dall`Autorità non ci convince“, insistono i consumatori di Intesa, che propongono inoltre di destinare una parte degli introiti del ex 12 a fini sociali. Questo, spiegano, considerando che i principali utenti del servizio sono persone anziane che non navigano in internet e che in molti casi vivono in condizioni disagiate. Ma il fronte delle associazioni del consumo non è tuttavia unanime: “Il prezzo massimo di euro 1,20 al minuto è un utile provvedimento per tutelare gli utenti“, è quanto sostiene invece l`Unione Nazionale Consumatori esprimendo la propria soddisfazione riguardo al provvedimento adottato ieri. Con la decisione dell`Authority, comunque, un primo passo per l`abbattimento dei prezzi è stato compiuto. Nella delibera varata ieri, inoltre, la Commissione infrastrutture e reti dell`Autorità, prevede anche norme più restrittive per il completamento di chiamata, che d`ora in poi potrà essere effettuato solo su consenso esplicito del cliente. Tutto era cominciato il primo ottobre scorso, quando il vecchio 12 di Telecom Italia è andato in pensione ed è partita la liberalizzazione del servizio. Per assicurare a tutti gli operatori uguali possibilità commerciali, l`Authority decise che a nessuno doveva rimanere il numero 12 “sic et simpliciter“, neanche all`ex monopolista che per decenni lo aveva gestito con bassi costi. Ma per non creare troppa confusione negli utenti fu deciso che il 12 poteva rimanere per tutti gli operatori a patto che fosse seguito da altre due cifre. Per questo il 12 di Telecom è diventato il 1254. Ma sono una decina i nuovi numeri finora fioriti: dal 1240 di Telegate al 1299 della Es Company. La grande quantità di tariffe e l`eccessivo costo finale del servizio, però, hanno creato scompiglio in un mercato che sembrava fermo. Così l`Autorità, dopo diffuse lamentele da parte dell`utenza, ha deciso di avviare l`istruttoria che ha portato alla decisione di ieri.
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