24 Marzo 2009

Suonerie scaricabili, multe da due milioni di euro

Decisione dell’Antitrust «Poca chiarezza sulle tariffe». Fra le società più colpite Telecom Italia e Vodafone

 ROMA Ricariche di telefonini che si esauriscono in poco tempo, genitori costretti a mettere mano al portafoglio sempre più frequentemente, ragazzini incapaci di dare spiegazioni. La scena, dal 2007 ad oggi, si ripete. Ma continua anche l’offensiva dell’Autorità guidata da Antonio Catricalà contro le pratiche commerciali scorrette organizzate da fornitori di loghi e sonerie insieme a società di telefonia mobile (Telecom Italia, Vodafone, Wind), unite secondo l’Antitrust da rilevanti interessi economici. L’Autorità ha inflitto, con quattro diversi provvedimenti destinati ad altrettanti operatori, multe per oltre 2,2 milioni di euro. Nel mirino dell’Antitrust sempre la stessa operazione commerciale: suonerie, loghi e contenuti multimediali scaricabili sui telefonini da internet venduti senza tutte le necessarie informazioni sui costi reali derivanti dall’acquisto.  Una situazione di scarsa chiarezza di cui hanno fatto le spese e continuano a farlo soprattutto gli adolescenti, un’utenza particolarmente debole che, secondo una stima del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, genera un mercato da 800 milioni di euro l’anno. Per Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, la stima è più bassa: 300 milioni di euro. Resta comunque difficile, sostengono all’Adoc, disincentivare certe pratiche se non si adottano sanzioni proporzionali ai fatturati. Negli ultimi due anni sono cambiati i contenuti dell’offerta, ma il meccanismo non è cambiato. In particolare, spiegano nell’ufficio di Catricalà, i messaggi (su internet e nei periodici per gli adolescenti) non chiariscono adeguatamente che, richiedendo il servizio (dai 3 ai 5 euro), oltre a scaricare la singola suoneria si sottoscrive un vero e proprio abbonamento che dissangua il credito contenuto nella scheda telefonica. Anche l’indicazione dei costi risulta poco chiara come pure la procedura per la disattivazione del servizio. Le indagini, partite dai fornitori di loghi e suonerie, hanno coinvolto anche le società di telefonia mobile per le rilevanti cointeressenze economiche nell’offerta dei servizi, la collaborazione nella definizione dei servizi e l’autorizzazione dei messaggi ritenuti ingannevoli dall’Autorità. Le società telefoniche e quelle che forniscono i servizi hanno respinto le accuse. La Buongiorno spa, multata dall’Antitrust (115 mila euro) per le offerte sul sito www.suonerie.it, ha annunciato un ricorso al Tar. Non è la prima volta che l’Antitrust commina sanzioni pesanti. Ad ottobre il Garante aveva assegnato multe per un milione e 160 mila euro. Tra le società telefoniche più colpite dall’Autorità Telecom Italia e Vodafone, coinvolte in tutte le quattro istruttorie, che hanno subito sanzioni rispettivamente pari a 640.000 e 560.000 euro. Multe pesanti anche per Wind, coinvolta anch’essa in tutte le istruttorie, pari a 480.000 euro. Fra gli operatori, la sanzione più lieve è andata a H3g, per un importo di 155.000 euro. Per quanto riguarda le società di fornitura dei servizi, Dada ha subito una sanzione di 125.000 euro, Buongiorno una di 115.000, Zed una di 95.000 e Zeng una di 55.000 euro. I consumatori plaudono alla decisione dell’Autorità. «Antitrust e Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) come Starsky & Hutch nel Bronx»: Adusbef e Federconsumatori ricorrono addirittura a una metafora cinematografica, andando a ripescare la coppia di poliziotti famosa negli anni 80. «I servizi non richiesti sono ormai di casa sui cellulari: questa piaga rappresenta la nuova emergenza nel campo delle telecomunicazioni», è il commento del Movimento Difesa del Cittadino.
 

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