30 Ottobre 2008

Suonerie ingannevoli, multati gli operatori

Suonerie per i cellulari apparentemente gratuite, ma che nascondono in realtà un abbonamento dal costo di 4-5 euro a settimana. L’inganno è stato scoperto dall’Antitrust che ha deciso di multare per un importo complessivo di oltre un milione di euro i quattro operatori di telefonia mobile (Tim, Vodafone, Wind e H3G) e Neomobile (società fornitrice di loghi e suonerie). L’Autorità ha infatti giudicato scorretta la pubblicità, pubblicata su un settimanale destinato soprattutto ad un pubblico giovanile e su un sito internet, riguardante l’abbonamento a contenuti multimediali da scaricare sul telefonino. Secondo il Garante, nell’offerta commerciale non erano «chiariti i costi e le modalità di fruizione, inclusa la disattivazione. In particolare veniva attribuita enfasi alla gratuità degli sms e alla possibilità di ricevere una suoneria gratis, omettendo che si trattava di abbonamento a un servizio di ricezione di contenuti multimediali, riportato in una nota di carattere e grafica sproporzionate rispetto al messaggio pubblicitario». In pratica, sottolinea l’Antitrust parlando della pubblicità sul sito, le modalità di fruizione e i costi del servizio, pari a 4-5 euro a settimana, oltre che essere enunciati in caratteri decisamente più piccoli, erano «nascosti» nel link e pertanto non immediatamente percepibili. L’Antitrust ha quindi deciso di comminare multe complessive per 1,16 milioni di euro così suddivise: 115 mila euro per Neomobile, 315 mila euro per Telecom Italia, 285 mila euro per Vodafone, 265 mila per Wind e 180 mila per H3g. Soddisfatte le associazioni dei consumatori, che denunciano come gli abbonamenti non richiesti colpiscano il 41% dei minori che possiedono il telefonino e che il giro d’affari arrivi in Italia a 800 milioni di euro.  «Le truffe e le pratiche scorrette che caratterizzano questo settore sono troppe – sottolinea il Codacons – basti pensare che 8 siti internet su 10, specializzati nella vendita di suonerie e prodotti simili, non rispettano la normativa europea».

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