Sull`aumento del caro-vita pesa la voce energia
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fonte:
- La Provincia di Lecco
Sull`aumento del caro-vita pesa la voce energia: più cari i costi per la casa, della benzina e per i trasporti urbani
Il petrolio scalda i prezzi e ad aprile l`inflazione sale al 2,2%, tornando ai livelli di gennaio (a febbraio e marzo era al 2,1%). In un mese i prezzi sono cresciuti dello 0,3%, come non accadeva dal luglio scorso. E anche i prezzi alla produzione nel settore industriale restano caldi: a marzo sono cresciuti del 4,5% su base annua e dello 0,6% in un mese. Sull`aumento del caro-vita pesa la voce energia, tanto che al netto di questi rincari l`inflazione si attesterebbe all`1,7%. Per il settore energetico complessivamente i prezzi sono aumentati del 7,4% in un anno e del 2,7% in un mese. Alle stelle i prezzi dei carburanti, che ad aprile risultano più cari del 7,4% rispetto allo stesso mese del 2005. Il caro-petrolio spinge anche i prezzi alla produzione dell`industria, che a marzo sono cresciuti del 4,5%, con un`impennata del 17,5% per il comparto energetico in generale. Se si guardano le singole voci, gli aumenti a due cifre per i prezzi alla produzione sono tutti là: +21,3% i prodotti energetici, +12,5% quelli dei prodotti petroliferi raffinati. Le associazioni dei commercianti sottolineano la loro preoccupazione per una mancanza di politica energetica ma fanno notare che, nonostante il petrolio, “i prezzi tengono“. I consumatori invece contestano i dati, definendoli “non attendibili“. Per i sindacati, con questi dati sui prezzi, “la ripresa non è scontata“. Infine le previsioni dell`Isae: il prezzo del petrolio continuerà anche nei prossimi mesi a condizionare l`andamento dell`inflazione. Spese casa i maggiori rincari. Rispetto ad aprile dello scorso anno per spese di abitazione, acqua, elettricità e combustibili, spendiamo il 6,1% in più e i rincari sono di rilievo anche rispetto al mese precedente: +1,1%. Si paga di più anche per muoversi: il settore dei trasporti registra un aumento dei prezzi del 4,1% su base tendenziale e dell`1% congiunturale. Fuori dalla voce energia si segnalano gli aumenti per alberghi e ristoranti (+2,4% annuo e +0,7% mensile). L`indice armonizzato, quello che viene utilizzato in Europa, è salito del 2,3% su base tendenziale e dello 0,9% su base congiunturale. COMMERCianti preoccupati. “I dati, pur segnalando una situazione che continua a rimanere sostanzialmente sotto controllo – rileva la Confcommercio – non possono non destare preoccupazione in considerazione del permanere di una elevata dipendenza del nostro sistema dei prezzi dagli andamenti delle materie prime petrolifere“. Consumatori, dati non credibili. Tutte le associazioni dei consumatori, dall`Adusbef al Codacons, dalla Federconsumatori, all`Adoc, mettono in evidenza che si tratta di “dati non attendibili“ perché l`aggravio dei prezzi sui bilanci delle famiglie sarebbe più pesante di quel 2,2%, indicato dall` Istat. Chiesta anche una specifica Commissione. Sindacati, ripresa a rischio. Giorgio Santini della Cisl definisce “preoccupante“ il dato sui prezzi alla produzione: “Si rischia di trasferire questa forte inflazione sui prezzi dei prodotti finiti e inoltre questi dati ridimensionano i segnali di crescita dei giorni scorsi“. Per l`Ugl, infine, “è urgente aprire una seria discussione sulla questione della politica energetica“.
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