SUI PREZZI troppo caldi si muove l`Ue
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fonte:
- Il Resto del Carlino
SUI PREZZI troppo caldi si muove l`Ue: “I rincari per il latte nei supermercati non sono giustificati dalla situazione dell`approvvigionamento del prodotto sui mercati europei“. Il commissario all`agricoltura dell`Ue, Mariann Fischer Boel (nella foto Reuters), sente puzza di bruciato sugli aumenti di alcuni generi alimentari soprattutto in Germania, Olanda, Francia e Italia. Dubbi pure per i cereali che nella produzione del pane pesano solo per il 5%, per cui “l`incidenza sul prodotto finito è piccola“. La Fischer Boel non ha fatto minacce, perché confida nel fatto che “supermercati e negozianti si comporteranno in modo responsabile“. Se l`Ue ha sentito l`obbligo di fare emergere qualche dubbio, non ne hanno nessuno le associazioni dei consumatori italiani che non ci stanno ad accettare i messaggi tranquillizzanti del governo: “Non è vero che è tutto sotto controllo“. E COSI` Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, in sintonia hanno scritto al presidente del Consiglio, Romano Prodi, per chiedergli un “incontro urgente per ragionare su quali politiche di contrasto adottare per arginare la raffica di aumenti già registrati dall`inizio dell`anno e reiterati in questi giorni, specie nei generi alimentari di prima necessità, nei trasporti, nella scuola e per impedire ulteriori rialzi, nonchè per discutere su possibili riduzioni a Rc auto, costi bancari, mutui e libri“. LE ASSOCIAZIONI dei consumatori hanno sottolineato che sono state proprio le aziende della grande distribuzione ad annunciare che nel mese di agosto sono scattati aumenti del 20% per la semola, del 10-20% per la pasta, del 20-30% per le farine, del 20% per il burro, del 10-20% per latte e derivati del 5% per lo yogurt. Al quadro va aggiunto il rincaro del 10% circa per il pane dopo quello del 20% scattato in marzo: “Lo hanno detto loro, non le allarmistiche associazioni dei consumatori, o i cittadini piagnoni“. Di tutt`altro parere le associazioni dei commercianti che, forti degli ultimi dati ufficiali sull`inflazione, sostengono che i prezzi sono sotto controllo. “Sul versante dei prodotti alimentari il quadro è caratterizzato da un`evoluzione contenuta (+0,2%) che non dovrebbe subire particolari modifiche nel breve periodo“, la valutazione della Confcommercio. A tenere a bada l`inflazione è stata soprattutto la riduzione del prezzo della benzina (meno 2%) operato ad agosto dalle compagnie petrolifere dopo che il governo aveva fatto la voce grossa. IL TEMA dei prezzi, insomma, si sta surriscaldando, e non solo in Italia. La Coldiretti ha fatto presente che da noi il prezzo del latte nel viaggio dal produttore al consumatore si moltiplica di ben quattro volte diventando “uno dei più alti in Europa“. Alla stalla un litro di latte costa 0,32 centesimi (l`equivalente del prezzo dell`acqua minerale), il consumatore finale lo paga 1,4 euro. In sostanza, è il problema della moltiplicazione del valore che soprattutto i prodotti alimentari subiscono nei vari passaggi della filiera. UN FENOMENO messo in evidenza due mesi fa anche da uno studio dell`Antitrust in cui si concludeva che “laddove la produzione agricola organizzata è in grado di concentrare i servizi di lavorazione necessari alla vendita del prodotto, è anche in grado di impedire alle fasi di intermediazione di amplificare le variazioni dei prezzi all`origine“. Non è da escludere che un aiuto indiretto possa arrivare nelle prossime settimane dalla nuova “lenzuolata“ di liberalizzazioni che il ministro Bersani si sta apprestando a varare.
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