Sui milanesi la stangata dell’ Iva costerà fino a 215 euro a famiglia
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fonte:
- la Repubblica
UN AUMENTO che preoccupa tutti, dai consumatori ai commercianti. E che promette una stangata intorno ai 215 euro (stima dell’ associazione consumatori Codacons) per le famiglie milanesi. La revisione a rialzo dell’ aliquota Iva, passata dal 21 al 22 per cento, «sarà una misura depressiva per l’ economia», ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che minaccia conseguenze serissime per le 200mila imprese lombarde del settore. A cominciare dalle più piccole. «Nella pratica è un disastro – aggiunge Gianroberto Costa, segretario generale di Confcommercio Milano – penso ai negozi che peradeguare il registratore di cassa dovranno spendere minimo 200 euro per l’ operatore tecnico. E alle imprese che si troveranno ad adeguare i prezzi da un giorno all’ altro ». Se le grandi aziende potranno evitare di cambiare i prezzi con relativa tranquillità – Esselunga, Apple e Ikea lo hanno già annunciato – per molti commercianti, soprattutto piccoli, la mossa sarà tutt’ altro che indolore. Ma resta comunque la strada più battuta, almeno fino alla fine dell’ anno, per tamponare un ulteriore contraccolpo sulle vendite, in un periodo già nero. «Il 95 per cento dei negozi si farà carico dell’ aumento bloccando i prezzi – spiega Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires, l’ associazione dei commercianti di corso Buenos Aires – non possiamo permetterci un freno ulteriore, il momento è già difficilissimo di per sé». Ma fino a quando? Dall’ abbigliamento al casalinghi, dalla pelletteria ai negozi di libri e dischi. Nessuno, in questo momento, può permettersi di allontanare i clienti. «Per la prima volta quest’ anno abbiamo sentito in maniera sensibile il crollo delle vendite alla fine del mese – spiega Marco Torrani, rappresentante dei commercianti di via Solferino e titolare di un negozio di arredamento – gli stipendi non bastano, l’ ultima settimana la gente non entra nemmeno in negozio. Dare il colpo di grazia con un aumento dei prezzi sarebbe folle ora». Restano critiche pesanti e, per molti, la paura che l’ aumentodell’ Iva possa rappresentare in ogni caso un freno per chi compra. «Due anni fa è andata così – spiega Olivier Racchelli, ottico, presidente dell’ associazione dei commercianti di via Piero della Francesca – non ho ancora calcolato di quanto inciderà sul nostro bilancio e forse nemmeno lo farò, perché non possiamo fare altrimenti. La rabbia è che tutto questo è dovuto a una cattiva gestione di pochi, che decidono per noi». Il tutto, con margini di guadagno «sempre più risicati», ragiona Francesco Novetti, presidente di Sarpidoc, che mettono ancora più in difficoltà chi soffre iù la crisi e rischia la chiusura. Il timore per il peso che potrebbe avere la rimodulazione non lo nasconde nemmeno il sindaco, Giuliano Pisapia, «non solo per l’ aumento in sé – spiega – ma anche per quello dell’ indotto che porterà a un aumento del costo della vita». Preoccupazione simile a quella delle associazioni dei consumatori che vedono nell’ aumento «il rischio di un effetto pesante su energia, telefono, telefonini, autostrade – spiega Paolo Martinello presidente di Altroconsumo – dove il rincaro è automatico». Un rischio accompagnato anche da altri timori. Come quelli che riguardano possibili manovre speculative («c’ è chi potrebbe aumentare i prezzi oltre l’ adeguamento») e l’ effetto psicologico: «il vivere in una situazione di perenne incertezza – aggiunge Martinello – , porta a situazioni anche peggiori dei rincari stessi. E le conseguenze di questo aspetto sui consumi sonoimprevedibili».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
tiziana de giorgio luca de vito
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