SUD/ IMPRENDITORI PRUDENTI, NON FARE CASSA SU BUSINESS DA 13 MLD
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fonte:
- TM News
Consumatori ironici: “Perché non vendere anche il mare?“
Roma, 26 apr. (Apcom) – Risolvere prima il problema degli aumenti generalizzati del 300% dei canoni demaniali marittimi. Poi, affrontare con serietà e chiarezza il rilancio del turismo italiano, valutando nel dettaglio la proposta del vicepremier Giulio Tremonti di vendere le spiagge della penisola per aiutare l`economia del Mezzogiorno. Senza che l`unico obiettivo del provvedimento sia quello di fare cassa. E` questo il fil rouge che lega i commenti, tra l`ironico e il prudente, del mondo imprenditoriale e dei consumatori. Ma è un dato su tutti a richiamare l`attenzione: solo una concessione demaniale su due è regolare.
E, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle oltre diecimila autorizzazioni da accertare, la stragrande maggioranza è concentrata proprio al Sud. Certo è che i 7.500 chilometri di coste del Paese, oltre a rappresentare un patrimonio ambientale di rara bellezza, potrebbero fruttare alle casse dello Stato ben 13 miliardi di euro, oltre l`1% del pil, come stima Nomisma. Forse proprio per questo i rappresentanti delle categorie balneari mettono le mani avanti: “E` un tema non nuovo da definire con chiarezza. Bisogna rilanciare il turismo – spiega Riccardo Borgo, presidente del Sib (Sindacato Italiano Balenari) aderente a Fipe-Confcommercio – ma l`obiettivo del provvedimento non deve essere solo quello di fare cassa“. Sulla stessa lunghezza d`onda il presidente degli operatori balneari di Oasi Confartigianato, Giorgio Mussoni: “Quella di Tremonti è un`ipotesi che deve essere chiarita con le categorie degli imprenditori balneari, per comprendere se si tratta di cessione di concessioni valida per cento anni oppure di vendita vera e propria delle aree demaniali marittime“. Inoltre “prima di tutto – osserva Mussoni – è necessario risolvere il problema degli aumenti generalizzati del 300% dei canoni demaniali marittimi“.
Vendere le spiagge con concessioni di cento anni “è un`ipotesi percorribile per rilanciare il futuro del Sud, un`idea per nulla sconvolgente“. Il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, accoglie invece con favore la proposta del vicepremier a patto che “vengano rispettate alcune condizioni fondamentali“, prima fra tutte la tutela ambientale. Anche il numero uno di Federturismo, Costanzo Jannotti Pecci, chiede chiarezza: “L`industria del turismo è una realtà complessa che non si presta a ipersemplificazioni“, osserva. Netta chiusura invece da parte del presidente della Confesercenti, Marco Venturi, che critica ironico l`idea di Tremonti bollandola come “riproposizione della finanza creativa“. Venturi si chiede infatti se “il programma di rilancio del Sud immaginato da Tremonti non passi attraverso un ribaltone turistico che, costringendo le imprese più piccole a cedere l`attività, lasci spazio a multinazionali e potentati economici“. Sarcastici i consumatori con il Codacons che propone: “Perché oltre alle spiagge non vendere anche il mare?“.
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