1 Settembre 2007

Su aumenti e speculazioni d`autunno, nessun passo indietro delle associazioni

PERUGIA – Su aumenti e speculazioni d`autunno, nessun passo indietro delle associazioni dei consumatori umbre. Anche se i dati Istat parlano di inflazione “fredda“ (1,6%), ad analizzare il dato si scopre che proprio il settore alimentare mostra diverse tensioni, con il pane a guidare i rincari con punte, in Umbria, vicine al 6%. Nonostante le rassicurazioni del Governo, Acu, Adoc, Adiconsum, CittadinanzAttiva, Confconsumatori, Lega e Movimento consumatori hanno quindi formalizzato la richiesta a Regione e prefetture di Perugia e Terni per un incontro nel quale, il 10 settembre, affrontare il problema rincari. “Gli aumenti riguardano le materie prime – fa sapere Angelo Garofalo (Adoc) a nome delle sette associazioni – ma dobbiamo essere certi che non vengano operate speculazioni che potrebbero investire beni di prima necessità come pane e latte. Chiediamo questo incontro perché riteniamo che la concertazione in questi casi sia l`unica via possibile e nell`interesse di tutti. Auspichiamo una risposta positiva e disponibilità da parte di commercianti ed altre associazioni di professionisti che intediamo coinvolgere“. Intanto, aspettando misure locali, Altroconsumo mette massaie e clienti di negozi e supermercati sul “chi-va-là“: considerando l`incidenza della materia prima, i paventati aumenti del 15% di pane e pasta non sarebbero giustificati. Esempio: se il prezzo del grano duro è cresciuto del 21% in un mese, questo potrà tradursi al massimo in un rincaro del prezzo di fusilli e spaghetti al massimo del 6% considerando che il costo della materia prima (grano duro) incide in questo caso per il 27%. “Il resto del prezzo – fanno notare dall`associazione – è rappresentato da altri costi, come imballaggio, trasporto, marketing e mano d`opera, oltre ai margini di guadagno di produttori e distributori. Discorso analogo per il pane per la cui preparazione il costo della farina, dato in aumento del 10%, incide dal 7 al 15%. Ne consegue che i rincari massimi plausibili sarebbero nell`ordine dell`1,5%. Se stangata dovesse essere, quindi, non sarebbe solo frutto dei rincari delle materie prime. Anche Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che con l`Adoc a livello nazionale hanno annunciato per il 13 settembre lo sciopero della pasta, tornano a chiedere controlli a tappeto sull`andamento dei prezzi spiegando come “ad annunciare i rincari degli alimentari siano state le stesse associazioni della grande distribuzione parlando di variazioni comprese tra il 5 ed il 30%, specie per farina, pasta e pane“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this