31 Marzo 2020

Stop alla portabilità del numero: la proposta in due emendamenti di Lega e M5S

Tra gli oltre 1100 emendamenti al decreto Cura Italia, che saranno discussi in Senato, ce ne sono due che riguardano da vicino il mondo delle telco e gli utenti di telefonia fissa e mobile. Movimento 5 Stelle e Lega, infatti, pur presentando due distinte modifiche, arrivano alla stessa conclusione: lo stop della portabilità del numero fino a quando non sarà terminato il periodo di emergenza sanitaria . Entrambe le forze, di maggioranza e di opposizione, con queste proposte intendono garantire la salute dei cittadini che, in questo modo, non si recherebbero più nei negozi di telefonia per effettuare il passaggio, ma anche salvaguardare l’ incolumità dei dipendenti delle telco, non più impegnati in questo genere di operazioni commerciali. Nelle due modifiche, inoltre, le due forze politiche invitano gli operatori a non realizzare campagne commerciali che richiedono la portabilità del numero, in particolare, se ciò comportasse lo spostamento fisico degli utenti o l’ intervento diretto dei tecnici per garantire il servizio durante la migrazione. Alla base delle due proposte, infatti, c’ è la volontà di porre un freno al rischio sanitario legato al Covid-19 , andando incontro alle pressioni dei sindacati delle telecomunicazioni. Tuttavia, le principali associazioni in difesa del consumatore si augurano che i due emendamenti non passino. Il pensiero condiviso è infatti che queste modifiche danneggerebbero i consumatori , favorendo i big operanti nel settore delle telecomunicazioni e non garantendo la naturale concorrenza. La salute delle parti in causa – utenti e dipendenti -, secondo Altroconsumo , sarebbe comunque tutelata: «La portabilità del numero è un’ operazione che può essere fatta da remoto, da un operatore al telefono oppure online». L’ associazione, che ritiene questi emendamenti dannosi per le famiglie, ha anche scritto una lettera ad Agcom e a Stefano Patuanelli , Ministro dello Sviluppo Economico. «Si tratta di proposte dannose per la concorrenza e la possibilità di scegliere da parte dei consumatori, in un momento in cui internet e le telecomunicazioni sono fondamentali per i cittadini costretti a rimanere a casa o a telelavorare. Sono proposte che limitano l’ accesso alle migliori condizioni offerte dal mercato», conclude Altroconsumo . Si allineano a questa posizione anche Centro Consumatori Italia e Codacons , con quest’ ultima che, per voce del presidente Carlo Rienzi, si dice pronta «alla guerra legale se questa misura senza senso fosse approvata».

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