Stangata d autunno anche per luce e gas
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fonte:
- La Padania
Stangata d autunno anche per luce e gas
A ottobre il prezzo dell energia elettrica salirà del 2,4% e il metano del 2,8%
Quest anno, almeno sul versante dei prezzi, il rientro dalle ferie si sta rivelando decisamente amaro. Un impressionante raffica di aumenti sta infatti coinvolgendo tutti i prodotti e i servizi di prima necessità. Ieri è stato il turno di gas e luce i cui prezzi, con l inizio del mese di ottobre, saliranno rispettivamente del 2,8% (raggiungendo al dettaglio i 67,55 centesimi al metro cubo) e del 2,4% (toccando così i 15,91 centesimi per kilowattora). La notizia è stata diffusa dall Autorità per l energia elettrica e il gas secondo la quale, tra i fattori che hanno inciso in misura maggiore, sarebbero da segnalare in misura particolare le elevate quotazioni internazionali degli idrocarburi. Il petrolio, viene ricordato, è infatti salito del 34% negli ultimi mesi pur tenendo conto del favorevole andamento del cambio euro-dollaro. Il solito ricorso alle oscillazioni dell oro nero per giustificare aumenti altrimenti ingiustificabili sarà però certamente meno adatto per quanto riguarda gli alimentari, un altro settore nel quale la stangata si è rivelata davvero spropositata. Il pane è salito del 7,3%; la pasta del 4,5%; il pollame del 6,7% e il latte del 3,4%. Le associazioni dei consumatori non hanno perso tempo: “Se anche l Istat, pur sottostimandoli, registra aumenti di tale portata, il Governo non può certo stare a guardare e deve decretare al più presto l emergenza prezzi e intervenire con ogni strumento per salvare migliaia di famiglie dal rischio bancarotta“, dichiarano, a una voce, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Secondo i dati ufficiali diffusi ieri dall Istat, l inflazione nel Paese starebbe però frenando. L indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività, relativo al mese di settembre 2007, presenta una variazione nulla rispetto al mese di agosto e una variazione dell 1,7 per cento rispetto allo stesso mese dell anno precedente. Gli incrementi tendenziali più elevati vengono registrati nei capitoli istruzione (più 3 per cento), prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,9 per cento) e mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,8 per cento). Confcommercio e Confesercenti rifiutano di parlare di una situazione di allarme sui prezzi. Secondo la prima “il quadro di sintesi conferma che il comportamento dell insieme degli operatori della distribuzione e dei servizi è caratterizzato dalla massima attenzione al contenimento delle tensioni inflazionistiche“, mentre per la seconda occorrerebbe comunque “un operazione verità sulla evoluzione degli aumenti dei prezzi di pane e cereali, e non solo, che hanno registrato in questo mese un incremento tendenziale del 4,5%“.
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