25 Settembre 2010

Spiragli per la ripresa dei consumi.

Spiragli per la ripresa dei consumi. A luglio, infatti, le vendite hanno messo a segno un incremento dell’ 1,7% rispetto allo stesso mese del 2009. Anche se, non c’ è stata nessuna variazione in confronto a giugno. Sono stati soprattutto gli alimentari a trainare la crescita. Sono andati meglio della media di tutti i beni con un più 2,4%. Un’ inversione di tendenza dopo una lunga serie di segni meno. L’ aumento segue, infatti, 15 mesi consecutivi di perdite, cioè dall’ aprile del 2009. Lo annunciano i dati dell’ Istat. Ma il paragone si fa con un periodo buio. Luglio 2009 era stato uno dei mesi più negativi della crisi. E ciò pesa sulle cifre. Inoltre i dati comprendono l’ andamento sia delle quantità vendute che dei prezzi. Quindi, consumatori e commercianti frenano su facili ottimismi. E fanno notare che è ancora presto per dire addio alla recessione. Una volta tanto, comunque, i piccoli esercizi al dettaglio non hanno sfigurato tanto rispetto alla grande distribuzione. Per entrambi si sono registrati aumenti delle vendite. Per i «piccoli» il rialzo rispetto all’ anno scorso è stato infatti dello 0,6%. Mentre i grandi magazzini hanno visto aumentare le vendite su base annua del 3,3%. Ma c’ è stato il boom dei discount alimentari, che hanno messo a segno un più 4,1%, sorpassando in questo modo ipermercati e supermercati. Però, se si tiene conto solo del valore delle vendite, le differenze tra le tipologie d’ impresa – da un lato quelle big con un numero di addetti compresi tra i 6 e i 49 e, dall’ altro, le micro con non più di 5 dipendenti – aumentano. Le piccole hanno fatto registrare un valore delle vendite invariato. Mentre per le grandi imprese c’ è stato un aumento dell’ 1%. E sono andate ancora meglio le imprese con almeno 50 addetti. L’ incremento degli incassi in tal caso è stato del 3,7%. La Coldiretti, comunque è soddisfatta. Fa notare come il comparto alimentare torni «a far registrare valori positivi sia sul piano congiunturale che tendenziale». Un segnale importante, commenta l’ organizzazione del mondo verde, considerando che in Italia un euro su quattro della spesa delle famiglie viene destinato alla tavola. Secondo i commercianti della Confcommercio, invece, l’ andamento delle vendite al dettaglio a luglio conferma «il permanere di una situazione di staticità della domanda per consumi di beni da parte delle famiglie», che così fatica ad agganciare «una solida ripresa». Anche la Confesercenti è pessimista. E sottolinea come la crescita delle vendite al dettaglio di luglio rispetto allo stesso mese del 2009 «non deve illudere più di tanto». Prudenti i consumatori. «Siamo ben lungi da una ripresa dei consumi. In primo luogo perché i dati incorporano sia la dinamica delle quantità che dei prezzi. In secondo luogo e soprattutto perchè gli italiani dal 2006 al secondo trimestre del 2010 hanno ridotto gli acquisti di cibo del 10%», denuncia il Codacons. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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