7 Maggio 2011

Spiagge, diritti per 90 anni: la Ue chiede chiarimenti

Spiagge, diritti per 90 anni: la Ue chiede chiarimenti
 

BRUXELLES Con una procedura d’ infrazione ancora non risolta contro l’ Italia per il sistema sulle concessioni marittime, che prevede il loro rinnovo automatico ogni sei anni, Bruxelles ha dichiarato la sua «sorpresa» per il decreto Sviluppo che introduce il «diritto di superficie» su coste e litorali per un periodo di 90 anni. Il dubbio di Bruxelles è che il provvedimento sia contrario alle regole del mercato unico e della libera concorrenza. E si aggiunge alle critiche già giunte dagli ambientalisti e dai timori dei consumatori di rincari dei prezzi negli stabilimenti attorno al 6%. Il clima è rovente e la misura è una delle più criticate dai partiti di opposizione, tanto che in difesa della scelta del governo scendono in campo i ministri allo Sviluppo Paolo Romani, all’ Ambiente Stefania Prestigiacomo e al Turismo Michela Brambilla. «Ci aspettiamo chiarimenti da parte delle autorità italiane, la nostra richiesta sarà inviata il più presto possibile», ha precisato Chantal Hughes portavoce del commissario francese al Mercato interno Michel Barnier. Il contenzioso riguarda in particolare la Direttiva servizi del 2006 che regola il settore del turismo. All’ articolo 12 viene sancito che per le attività per le quali le risorse sono limitate (come nel caso dei litorali), le autorità pubbliche sono tenute ad applicare «una procedura di selezione trasparente ed imparziale, che permetta a tutti gli operatori interessati di candidarsi». Il ministro Romani chiede alla Ue di tenere conto della diversità italiana, mentre la Prestigiacomo respinge le accuse degli ambientalisti di svendere le spiagge ai privati. Per la Brambilla le polemiche nascono solo da malintesi «che saranno chiariti». A difesa del provvedimento, sono scesi in campo gli operatori balneari della Confcommercio e della Confesercenti, uniti nel ritenere sbagliate le critiche della Ue. Preoccupati i consumatori: secondo il Codacons, con il nuovo sistema gli operatori scaricheranno gli aumenti dei costi di concessionei sui consumatori. Il Pd attacca. «E’ l’ ennesima bacchettata dall’ Europa» sostiene il capogruppo al Parlamento europeo, David Sassoli. Mentre il responsabile economico, Stefano Fassina, parla di «bluff dannoso»
 

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