1 Ottobre 2011

Speculazioni sull’ Iva cresce l’ inflazione e oggi rincara il gas

Speculazioni sull’ Iva cresce l’ inflazione e oggi rincara il gas
 

 Catania. A settembre l’ inflazione italiana è salita oltre il previsto, superando il 3% tendenziale e attestandosi sui livelli più alti di quasi tre anni. Questa volta, però, non è tanto l’ energia a trainare i prezzi nel Paese, quanto gli aumenti registrati nei settori dell’ abbigliamento ed accessori, della ristorazione e ricreativo e dell’ istruzione, in seguito all’ innalzamento dell’ Iva di un punto. Secondo i dati provvisori dell’ Istat, infatti, l’ indice Nic dei prezzi al consumo italiani è salito a settembre dello 0,1% sul mese precedente e del 3,1% su anno, segnando a livello tendenziale il rialzo maggiore da ottobre 2008. Un aumento che gli stessi funzionari dell’ Istituto di statistiche attribuiscono all’ introduzione della nuova aliquota. «In parte l’ inflazione di settembre risente della nuova Iva al 21% entrata in vigore il 17 settembre. Bisognerà aspettare ottobre per valutare l’ effetto complessivo». L’ aumento dell’ aliquota dal 20 al 21% riguarda solo beni di consumo come elettrodomestici, ma anche auto, moto, abbigliamento, scarpe, computer, vino, cioccolata, calzature e per una serie di altri servizi. E’ bastato qualche giorno, invece, per comprendere che l’ 1% è stato applicato a tappeto, anche su prodotti con altre imposizioni fiscali, materializzando così le preoccupazioni iniziali delle associazioni del consumatori, che avevano messo preventivamente in guardia i cittadini. I prezzi volano La benzina è volata a 1,7 euro al litro (per poi ripiegare: ieri oscillava tra 1,63 e 1,64 euro), le sigarette sono aumentate in media del 4%, con punte del 15%. I cd musicali sono passati da 19,40 a 20,90 (+7,7%) invece dei 19,55 euro previsti. E’ aumentata di 10 cent la tazzina di caffè al bar. La autostrade siciliane sono rimaste immuni, ma al Nord gli aumenti dei pedaggi sono stati a scaglioni di 10 centesimi a tratta. Da oggi aumenteranno anche le tariffe del gas mentre quelle dell’ energia elettrica rimarranno stabili. L’ Autorità per l’ energia, nell’ aggiornamento trimestrale, comunica che «la luce non subirà variazioni e il metano, anche a causa dell’ aumento dell’ Iva, subirà un rincaro del 5,5%, per un aggravio pari a 61 euro per una famiglia media». Numerose anche le segnalazioni dei cittadini, che ogni giorno toccano con mano il costo del correttivo all’ Iva. «Ho comprato una scopa elettrica in un negozio della grande distribuzione – scrive al nostro quotidiano una lettrice – il prezzo del cartellino era 70 euro, ma alla cassa hanno applicato un aumento di 2 euro giustificandolo come adeguamento alla nuova aliquota». Consumatori sul piede di guerra «L’ aumento del tasso d’ inflazione a settembre testimonia una crescita ormai incontrollata e un aumento simile non può avere alcuna giustificazione o spiegazione al di fuori delle volontà speculative ormai chiare ed evidenti» scrivono in una nota i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «Ciò significa un’ ulteriore perdita, in media, per le famiglie di ben 255 euro annui». Il Codacons aveva già stimato le possibili ripercussioni sull’ inflazione, considerato che circa il 47% dei beni del paniere Istat avrebbe subito l’ aumento dell’ aliquota al 21%. «Le precedenti manovre sull’ Iva, infatti, salvo quella di Prodi che è l’ eccezione che conferma la regola (in quel caso gli aumenti non scattarono perché vi fu un cambio radicale che, portando il sistema da 4 aliquote a 3, fece si, ad esempio, che con la soppressione dell’ aliquota del 16%, alcuni beni scesero al 10 mentre altri salirono al 20), dimostrano che nel passato non solo c’ è sempre stata una completa traslazione in avanti dell’ aumento Iva, ma che i commercianti si sono presi pure gli interessi, grazie agli arrotondamenti» spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons. Contro i furbetti dei prezzi, il Codacons ha inviato nei giorni scorsi un esposto ai comandi provinciali della Finanza di nelle nove province siciliane: «Chiediamo alle fiamme gialle di effettuare tutte le dovute verifiche predisponendo ispezioni a tappeto negli esercizi commerciali, con lo scopo di accertare eventuali irregolarità nell’ applicazione della nuova aliquota e verificare i listini confrontandoli con quelli praticati nei giorni antecedenti l’ entrata in vigore della nuova aliquota». Confconsumatori Sicilia teme un ritorno agli arrotondamenti tout-court del 2002, nel passaggio Lira-Euro. «L’ effetto sarebbe devastante su un territorio debole come la Sicilia – commenta il presidente regionale Carmelo Calì – Invitiamo tutti a vigilare e, in tal senso». I commercianti rassicurano Più serena e pacata la riflessione di Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio Sicilia. «Quando Confindustria diceva benissimo, noi dicevamo malissimo: l’ aumento dell’ Iva è la soluzione più stupida per recuperare denaro per nelle casse dello Stato, molto meglio la patrimoniale, almeno i cittadini non si ritrovano addosso rincari a cascata. Le linee guida della nostra associazione sono state chiare sin da subito: assorbire l’ aumento dell’ 1% senza ritoccare i prezzi e così è stato nella maggior parte dei casi in tutta la Sicilia. Certo – continua Agen – i furbetti ci saranno sempre, ma vi assicuro che la piccola e media impresa si sta impegnando per mantenere invariati i prezzi». Infine Agen sottolinea come esista anche «un innegabile effetto psicosi» ricordando il passaggio dalla Lira all’ Euro: «Diffidate dagli arrotondamenti e dalle facili traduzioni di prezzo che coinvolgono anche beni che non hanno subito l’ aumento».

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