4 Gennaio 2002

Sott`accusa gli arrotondamenti

Sott`accusa gli arrotondamenti praticati da alcuni commercianti.
Confcommercio contro il governo

Aumenti, associazioni sul piede di guerra

ROMA – Arrotondamento: c`è ma non si vede o si vede ma non c`è? Eccolo il nuovo giallo dell`euro-epoca. La Commissione europea chiarisce: è scorretto giustificare con l`avvento dell`euro gli aumenti del costo di servizi di pubblica utilità. E il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Pedro Solbes, rassicura: «Anche se alcuni prezzi sono aumentati, non vi sono indicazioni attendibili di un aumento generalizzato del costo della vita dall`avvento dell`euro».

Ma la faccenda resta complicata. Soprattutto in Italia, dove si è innescato un vero e proprio braccio di ferro tra commercianti e associazioni in difesa dei consumatori, con in mezzo, non proprio in veste da paciere, la Pubblica amministrazione.

La Confcommercio precisa che «il sistema di arrotondamento dei prezzi è regolato per legge, e tutte le imprese della distribuzione hanno l`obbligo di rispettare questa disposizione». E il suo Presidente, Sergio Billè, rincara la dose: «Ai commercianti vanno i complimenti per la loro correttezza, semmai è invece lo Stato a far pagare caro l`arrivo dell`euro».

Il collega della Confesercenti, Marco Venturi, gli fa eco: i commercianti, quando devono arrotondare, lo fanno al ribasso. E punta il dito contro i controllori: «Sono aumentati trasporti, tabacchi e lotterie», sbotta.

L`Adiconsum non può che confermare, avendo denunciato alla Prefettura di Roma «gli aumenti ingiustificati intervenuti sulle varie lotterie, sui pedaggi autostradali, medicinali, tabacchi e tariffe trasporti», rilevando che «il controllo dei prezzi rischia di essere seriamente compromesso proprio dal cattivo esempio dello Stato». Ma gli aumenti non sono solo quelli dei servizi pubblici, segnala Federconsumatori. Carne, caffè, sigarette e fiammiferi sarebbero, secondo l`associazione, solo alcuni dei beni rincarati dopo l`arrivo dell`euro. Ancora più deciso il Codacons, che ha monitorato tramite i suoi operatori tutti gli incrementi, e ha deciso di impugnare dinanzi al Tar i rincari palesemente ingiustificati. Secondo l`associazione sono aumentati: il prezzo del pane (con ritocchi fino al 10%), quello della pizza e della colazione (il caffè da 1300-1400 è passato in molti esercizi a 0,88, cioè 1.704).

Anche barbieri e parrucchieri avrebbero, secondo le segnalazioni giunte al Codacons, aumentato i prezzi di tagli, shampoo, barba, e tinte nella misura media dell`8%.

Arrotondamenti al rialzo anche per i prezzi di alcuni abbonamenti Fs, per i menu Mc Donald`s, per i prezzi dei musei e le macchinette distributrici di bevande. «Spesso è la mancanza di spiccioli», sottolinea l`Adoc, «a causare molti arrotondamenti per eccesso, con gravi effetti non solo sui prezzi ma anche di natura psicologica».

L`Aduc, l`associazione a difesa degli utenti e dei consumatori, denuncia la mentalità da «bottegai» dei baristi, che arrotondano il prezzo complessivo della consumazione senza rispettare il listino dei singoli prezzi in euro.

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