28 Novembre 2008

Sono soprattutto anziani i nuovi poveri

L’esercito dei nuovi poveri comincia a rovistare tra gli scarti. Si presenta all’orario di chiusura dietro alle bancarelle, ai mercati generali dove si vende frutta e verdura all’ingrosso, fruga negli scaffali e tra le offerte speciali nei supermercati. I nuovi poveri sono soprattutto anziani, che la Cia (confederazione italiana agricoltori) ha censito in oltre un milione di persone. Secondo questa indagine, questo milione è l’esercito più disperato che guarda dietro alle bancarelle per recuperare scarti non commerciabili. A questi si aggiungono altre tre milioni di persone che non vanno al mercato prima delle 13,30, quando verdure invendute vengono smerciate a prezzo ribassato. La lunga fila dei nuovi poveri, secondo l’Istat, è ormai all’incirca di 7 milioni e 540 mila, il 12,8 per cento dell’intera popolazione. Secondo la Cia, in meno di cinque anni, i poveri sono aumentati del 35 per cento, e sempre più numerose sono le famiglie che non riescono ad arrivare alla quarta settimana. Il calo dei consumi alimentari stimato per il 2008 tra il 3,5 e il 5 per cento, è simbolico di una situazione molto articolata. Soprattutto nel Sud la soglia di povertà arriva anche al 23 per cento. Una povertà diffusa tra le famiglie numerose o di nuclei di anziani che stanno da soli o in coppia con redditi che non superano i 986 euro mensili. Un dato simbolico di questa situazione viene dai sempre più numerosi furti di alimentari nei supermercati. In un anno i formaggi, soprattutto il parmigiano, le carni, gli insaccati e i vini, ma anche pane e pasta, che non sono arrivati mai alla cassa sono cresciuti del 16,8 per cento per una cifra pari a circa 500 milioni di euro. Una parola d’ottimismo viene dalla Confcommercio, che prevede un Natale magro ma senza il paventato crollo dei consumi. Gli italiani spenderanno circa otto miliardi delle loro tredicesime, l’1,1 per cento in più rispetto al 2007. Il volume dei consumi subirà una flessione comunque, ammette la confederazione dei commercianti, tra l’1 e l’1,5 per cento, considerando che sui beni commerciabili l’inflazione si attesterà intorno al 2,5/3 per cento. Le famiglie spenderanno a prezzi correnti oltre 3 miliardi in generi alimentari.  «Troppo ottimista» polemizza il Codacons «la verità è che il Natale 2008 sarà uno dei più gelidi sotto il profilo dei consumi», con picchi di calo che potrebbero arrivare al 25 per cento. Le botteghe artigiane, intanto, non vogliono pagare la crisi per tutti. Ivan Malavasi, presidente della Cna, ieri ha fatto il punto sulle difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese. In parole povere, in media, le difficoltà che al 31 ottobre facevano registrare il 29 per cento di credito in meno, al 15 novembre sono arrivate a meno 40,1 per cento. Il presidente dell’Unicredit Alessandro Profumo ha assicurato che la sua organizzazione è disposta a mettere in circolazione 5 miliardi di euro proprio per dare crediti alle imprese e ha pregato chi fosse in difficoltà di scrivere una mail a «[email protected]». Non è garantito il successo, della questione si occuperà il presidente in persona.
 

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