5 Luglio 2009

Sono partiti i saldi nelle grandi città Nessuno se ne è accorto

 L’ora dei saldi è scattata nelle grandi città. Dopo Napoli, dove la stagione degli sconti ha preso il via giovedì, ieri è stata la volta di Roma, Milano, Bologna, Torino, Venezia, Bari e Palermo. Ma l’inizio non è stato dei migliori, tra la crisi che si fa sentire e il caldo torrido che ha favorito l’esodo estivo: così gli acquisti, stando alle prime rilevazioni, sarebbero in calo rispetto allo scorso anno.  A Roma e a Milano, in base al monitoraggio effettuato dal Codacons, le vie dello shopping e i grandi centri commerciali sono stati presi d’assalto, ma la flessione delle vendite è valutata intorno al 5% rispetto allo scorso anno. Un calo che l’associazione dei consumatori considera «contenuto», Ma che «non deve creare illusioni» perché «nei prossimi giorni il ribasso delle vendite sarà di maggiore entità, e a fine stagione i saldi estivi faranno segnare un flop nell’ordine del -15%». Un grande contributo, in ogni caso, lo hanno dato certamente i turisti, che in entrambe le città hanno sfruttato l’occasione per fare shopping a basso prezzo. Anche a Torino le vendite risultano «in lieve calo»: «La crisi si fa sentire anche in questa occasione», sottolinea Mauro Minetti, presidente della federazione dei commercianti di abbigliamento e calzature della Confesercenti. «Tuttavia la clientela – aggiunge – sta arrivando nei negozi». Per questo motivo permane un moderato ottimismo: «Se tutto ciò contribuirà a rendere meno negativa la stagione – commenta ancora Minetti – ben venga». Oltre alla crisi economica che non favorisce gli acquisti, la prima giornata di saldi è stata complicata dal caldo torrido: la cappa di afa e umidità ha scoraggiato lo shopping e favorito l’esodo verso le località di mare e montagna. Il traffico in uscita dalle grandi città, in questo primo week-end di luglio, è stato intenso fin dalle prime ore della mattina. Le speranze dei commercianti di svuotare negozi e magazzini della merce invenduta (la stima è di giacenze che superano il 55%), per il momento rimangono quindi insoddisfatte. L’obiettivo della Confesercenti, comunque, è che la stagione vada «meglio dello scorso anno, soprattutto nelle prime settimane», dopo il record negativo di vendite registrato durante l’anno. Secondo i calcoli della Confcommercio, ogni famiglia non investirà più di 240 euro (la previsione 2008 era di 280 euro) per l’acquisto di articoli scontati all’inizio tra il 20 e il 30%, per arrivare al 50% ma anche oltre a fine periodo. Complessivamente, i saldi estivi valgono 3,6 miliardi di euro, e pesano per il 12% sul fatturato totale annuo del settore abbigliamento. La prima giornata di vendita ha fatto segnare una caduta del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. E le previsioni non sono certo incoraggianti. Forse alla fine della stagione la flessione sarà del 15%.
 

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