31 Agosto 2007

Sono “ingiustificati“ gli allarmismi di questi giorni “su aumenti generalizzati dei prezzi“

Sono “ingiustificati“ gli allarmismi di questi giorni “su aumenti generalizzati dei prezzi“. In ogni caso “le autorità centrali e locali si attiveranno“ contro eventuali abusi “e perché vi sia trasparenza dei mercati e della concorrenza“. Lo assicura il governo dopo un vertice interministeriale dedicato al rischio di aumenti nel settore alimentare. “In quale pianeta vive il governo?“, chiedono le associazioni dei consumatori, che per il 13 settembre hanno già indetto lo sciopero della spesa. L`allarme è solo “mediatico“ secondo la Confcommercio. Ironia dell`opposizione: “Prodi provi a fare la spesa“, osserva il leghista Roberto Calderoli.Le preoccupazioni riguardano soprattutto il prezzo del grano e si si sono rafforzate dopo l`ultimo raccolto. Sui mercati internazionali il costo della semola di grano duro, materia prima della pasta, è salito del 50 per cento. E aumenti dei generi di prima necessità si registrano in Europa e in vari Paesi del mondo. Secondo gli esperti, tra le cause del fenomeno c`è la corsa alla produzione di biocarburanti, più redditizi per gli agricoltori, da canna da zucchero, granturco, girasole, con conseguente riduzione delle terre coltivate a grano. Di qui l`allarme dei consumatori e il vertice “preventivo“ di Palazzo Chigi, cui hanno partecipato il premier Romano Prodi, il ministro dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa, il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, il ministro dell`Agricoltura Paolo de Castro, il ministro per l`Attuazione del Programma Giulio Santagata ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. Nel comunicato conclusivo si sottolinea che “gli aumenti di alcune specifiche materie prime non possono influire in maniera significativa sui prezzi finali al consumo anche perché, dalle analisi compiute, vi sono ampi margini di recupero di efficienza nella filiera produttiva rispetto a quanto messo in atto in altri Paese europei. Vengono dunque a cadere – si legge ancora nella nota – ipotetiche giustificazioni a rincari (quali ad esempio il rincaro del caffé attribuito ad aumenti del costo dell`energia elettrica, costo che è rimasto stabile) che non devono a maggior ragione essere a carico del consumatore finale. Si è registrato inoltre che per alcuni prodotti specifici (ortaggi, legumi, prodotti suinicoli) vi sono sostanziali diminuzioni dei prezzi all`ingrosso che non si sono ancora tradotte in diminuzioni dei prezzi al consumo“.Se la nota doveva servire a tranquillizzare le associazioni dei consumatori, ottiene lo scopo opposto. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, in una nota congiunta, osservano che cambiano i governi ma non la musica per i consumatori. Ora, aggiungono, “attendiamo impazienti che il Governo indichi dove siano le diminuzioni registrate, probabilmente frutto di illusioni ottiche o di comunicazioni forse erronee“. Cia e Coldiretti denunciano al sofferenza del settore agricolo e il fatto che dai campi alla tavola il prezzo di frutte e verdura si moltiplica cinque volte. Confcommerico la vede diversamente. Secondo l`ufficio studi, l“`allarme mediatico strumentale“ viene “smentito“ dai dati sulla variazione dell`indice generale dei prezzi al consumo: l`inflazione complessiva è abbondantemente al di sotto del 2 per cento e quella sui prodotti alimentari e le bevande poco sopra il 2“.L`opposizione cavalca la protesta. “Prodi e i suoi ministri vadano a far la spesa“, dice Calderoli. “Provano solo a dissipare i timori“, aggiunge il senatore di Fi Mario Ferrara.A.B.

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