12 Maggio 2009

Sms e Internet, prezzi nel mirino

Sms e Internet, prezzi nel mirino Antitrust e Autorità per le comunicazioni: c’è poca trasparenza

 ROMA – Sms che potrebbero costare di meno. Rischio bollette pazze per Internet via telefonino. Abbonamenti per scaricare suonerie siglati senza neanche rendersene conto. Ci sono «poca trasparenza», «condizioni sfavorevoli per i consumatori» e «spazio per una riduzione dei prezzi» nei servizi legati alla telefonia mobile, dai messaggini (sms e mms) ad Internet ed all’acquisto di contenuti (suonerie, musica, giochi): un mercato da 4 miliardi di euro di fatturato nel 2008, ed in forte crescita, finito sotto la lente di Antitrust e Autorità per le comunicazioni che hanno chiuso indagine conoscitiva senza risparmiare bacchettate. Mercato ricco, con più di una linea telefonica mobile per ogni italiano: il 150%, rilevano le due autorità. I soli sms spediti nel 2008 sono stati 60 miliardi (164 milioni al giorno) per ricavi a quota due miliardi di euro (non hanno lo stesso successo i messaggi multimediali mms, l’1% degli sms). Per le due Autorità «persistono scarsa trasparenza, condizioni sfavorevoli per i consumatori e tariffe all’ingrosso che disincentivano l’ingresso degli operatori virtuali» che offrono al dettaglio gli stessi servizi comprandoli all’ingrosso dagli operatori tradizionali: ed è su questo fronte che bisogna spingere «garantendo condizioni di accesso competitive», per dare un maggiore impulso alla concorrenza. Anche se, fanno notare dalle aziende, con gli ultimi accordi il mercato all’ingrosso già registra un calo dei prezzi. Per gli utenti finali i costi possono scendere «soprattutto nel settore degli sms», dove la media è solo di 3,5 centesimi ma si assiste ad un mercato «a doppio prezzo», indicano Antitrust e Agcom: il 62% dei clienti «paga un prezzo unitario di 15 centesimi a fronte degli 11 previsti dal regolamento comunitario per gli sms internazionali» (ma spediscono solo il 25% di tutti i messaggi che corrono per la rete), mentre «solo una minoranza, che invia però il maggior numero di messaggini, paga un prezzo molto più basso, intorno ad un centesimo». Sul fronte di internet-mobile, tramite telefonino o «chiavette» per collegarsi alla rete mobile di trasmissione dati, le due Autorità puntano il dito contro «il fenomeno delle bollette pazze»: è difficile tenere sotto controllo i consumi (tra offerte flat a prezzo fisso fino ad un certo tetto di tempo o dati scambiati, e tariffe ordinarie a consumo dai costi proibitivi). Devono essere introdotte, sollecitano Antitrust e Agcom, «soglie automatiche di blocco della spesa» salvo una rinuncia espressa del cliente. È un settore in forte crescita, da 477 milioni di fatturato 2007 a 748 nel 2008. Terza nicchia di mercato sotto esame, la «fornitura di servizi e contenuti»: mercato (368 milioni di fatturato) dominato dalla vendita di suonerie e loghi, oltre a musica, giochi e video. Per le due Autorità è diffuso il rischio di siglare contratti senza neanche rendersene conto (per esempio un abbonamento ad ricevere una suoneria al giorno o ogni settimana, a pagamento, ma attivato scaricandone una gratuitamente), servono più trasparenza e meccanismi di verifica, oltre a «procedure di disattivazione chiare e semplici».  Dal fronte delle associazioni di consumatori il Consiglio nazionale degli utenti sollecita una più ampia introduzione di tariffe flat, il Codacons chiede «provvedimenti realmente efficaci» e «multe milionarie»; per l’Adoc «una famiglia di quattro persone spende in media circa 1500 euro l’anno solo per gli sms».

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