31 Agosto 2011

Simona Paolillo Crisi dei consumatori in Camera di Commercio. Stavolta sono le associazioni dei consumatori a denunciare la crisi della loro …

 
Simona Paolillo Crisi dei consumatori in Camera di Commercio. Stavolta sono le associazioni dei consumatori a denunciare la crisi della loro rappresentatività in seno al consiglio camerale. E lo fanno non solo a mezzo stampa, come fecero i commercianti qualche mese fa con la diatriba tra Cidec, Confcommercio e Confesercenti, ma finiscono in tribunale per la nomina del loro rappresentante. Lo scontro è tra Codacons e le associazioni che siedono già in consiglio (Federconsumatori, Adoc e Adiconsum) che si erano presentate con un apparentamento a tre per poter vincere l’ unico seggio previsto per la categoria dei consumatori. Il Tar Campania ha accolto la richiesta di Codacons di rivedere le dichiarazioni presentate dalle associazioni di consumatori per l’ attribuzione del posto in consiglio e ha annullato la nomina del rappresentante dei consumatori e il provvedimento emesso dalla Regione, accusata di non aver valutato la veridicità dei titoli presentati da Federconsumatori, Adoc e Adicomsum e delle altre associazioni concorrenti. Dopo la sentenza numero 1.386/2011, dunque, il consiglio camerale rimane per il momento monco di un membro. Congelata, nella fattispecie, la nomina di Nicola Salsano, espressione di quell’ apparentamento che, secondo Codacons, avrebbe «gonfiato» il numero degli associati. Dopo l’ iter giuridico durato circa nove mesi, il Codacons Campania, difeso dall’ avvocato Raffaella D’ Angelo, ha vinto nella richiesta di far annullare l’ istruttoria alla base della nomina del consigliere dei consumatori. Non viene messa in discussione l’ istruttoria eseguita per la valutazione e la nomina degli altri consiglieri. Secondo Codacons Campania sono stati omessi, nella loro veridicità, i parametri di valutazione del peso delle associazioni in lista per concorrere all’ attribuzione del seggio dei consumatori nel consiglio della Camera di commercio. Questi sono: le azioni svolte a difesa dei consumatori e l’ attività collegata; il numero di sedi presenti e attive nell’ ambito territoriale e l’ organizzazione delle stesse; il numero complessivo di associati regolarmente iscritti. «Il Codacons – afferma D’ Angelo – ha contestato l’ istruttoria svolta dalla Regione, basata su semplici dichiarazioni rese dai legali rappresentanti e non supportate da idonea e adeguata documentazione, e successivamente ha impugnato anche la nomina di Salsano, designato dallo schieramento delle associazioni vincitrici». «Il Tar ha dato pienamente ragione al Codacons – afferma Enrico Marchetti, presidente regionale del Codacons – ritenendo che la necessità di una simile verifica fosse non solo necessaria a causa del dubbio sollevato sulla verità di quanto dichiarato dallo schieramento vincitore ma altresì doverosa in considerazione della minima differenza di punteggio realizzata dalle contrapposte associazioni dei consumatori». Pertanto il tribunale ha annullato il provvedimento con il quale era stato istituito nel nuovo consiglio camerale salernitano la rappresentanza delle associazioni ordinando al riguardo «la riapertura dell’ istruttoria per la valutazione del grado di rappresentatività dei consumatori». Intanto, a via Roma, sono ripresi i lavori dopo le vacanze estive con una riunione di giunta che ha approvato alcuni provvedimenti interni. 
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