Si moltiplicano le proteste per i disservizi legati alle bollette dei cellulari
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fonte:
- Il Gazzettino
Cliente Fastweb dal 9 marzo 2006, da un anno non ha accesso a internet e non può telefonare. E si ritrova a fare i conti con un sollecito di pagamento per servizi telefonici che non ha mai potuto usare. “A Rovigo sono decine i casi di utenti che protestano per i ritardi di allacciamento e i disservizi sulla linea Adsl fornita dalle compagnie concorrenti a Telecom: mentre le bollette arrivano puntuali, ogni bimestre“, racconta Chiara Crivellari del Codacons. La referente locale del comitato di associazioni a difesa dei consumatori aggiunge ai casi locali di clienti Tiscali, Infostrada e Tele 2 che protestano per i disservizi sulla linea internet veloce, il caso di una famiglia rodigina che, allettata a cambiare gestore telefonico con la garanzia di non pagare più il canone Telecom, si ritrova da un anno senza la linea per le chiamate in uscita. Crivellari racconta così il caso delle bollette “fantasma“. “Una nostra assistita – spiega – è passata da Telecom a Fastweb scegliendo la tariffa “Fastweb base“, a 19 euro al mese. La linea è rimasta attiva 20 giorni. Poi il segnale è scomparso e da un anno le telefonate le può solo ricevere“. Senza chiamate in uscita e senza linea Adsl attiva, però, “i canoni continuano a essere richiesti comunque dal gestore“, che ha disposto due volte un sopralluogo tecnico. “Ma i tecnici – continua Crivellari – non sono ancora riusciti a spiegarsi l`assenza di segnale“: nonostante l`utente non sia periferico, ma risieda perimetralmente al centro storico. Il Codacons non contesta solo il disservizio, ma anche le ridotte note informative allegate al contratto in esame. “Alla tariffa “Fastweb base“ – spiega Crivellari – erano stati associati 60 giorni gratuiti per i servizi “Voce: Italia senza limiti“ e “Mega: Internet giorno e notte“. Nel contratto si fa riferimento ai costi solo incidentalmente, rimandando alla consultazione del sito Internet www.fastweb.it, o del materiale commerciale relativo alle offerte“. “Nel caso segnalato non s`è detto invece – continua – che terminato il periodo gratuito, il cliente doveva aggiungere a “Fastweb base“ i costi “Voce“ (33,34 euro, ndr) e “Mega“ (66,67 euro, ndr)“. Insomma, secondo il Codacons, l`offerta sembra venduta a 19 euro mensili, ma poi i costi totali nel bimestre superano i 130 euro. E allora “ce n`è abbastanza per parlare di pubblicità ingannevole, e per inviare un esposto all`autorità garante delle comunicazioni“. Altri esposti sono annunciati dal Codacons in merito agli aumenti tariffari nella telefonia mobile dopo l`abolizione dei costi di ricarica. In base all`articolo 70 del codice delle comunicazioni, le modifiche tariffarie devono essere comunicate agli utenti con un preavviso di 30 giorni: tempo utile a esercitare il diritto di recesso senza penali. Gli operatori telefonici precisano che, così, si stanno muovendo “nel pieno rispetto della legge e del libero mercato“. Ma il Codacons nutre forti dubbi sulla legittimità delle manovre. Che, per esempio, hanno portato i clienti “Wind 10“ a pagare gli scatti da 10 a 12 centesimi al minuto, lo scatto alla risposta da 15 a 16 centesimi, gli sms da 10 a 15 centesimi. Mentre Vodafone ha introdotto nuove tariffe con scatto alla risposta di 19 centesimi, contro i 15 precedenti: sospeso, invece, il servizio “Sms vocale“ introdotto il 6 marzo scorso. Il servizio, al costo di 29 centesimi a chiamata, era stato attivato “in automatico“ a tutti i clienti Vodafone che non avevano attiva la segreteria telefonica.
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