22 Luglio 2014

Servizi telefonici non richiesti, faro dell’Antitrust E l’Ivass indaga sulle polizze occulte di viaggi e conti

Servizi telefonici non richiesti, faro dell’Antitrust E l’Ivass indaga sulle polizze occulte di viaggi e conti

Una serie di indagini aperte da Antitrust e Ivass contro pratiche commerciali scorrette nei settori della telefonia e delle assicurazioni. Lo hanno annunciato ieri le due Autorità. L’ Antitrust ha aperto quattro istruttorie, in seguito a numerosi esposti presentati dal Codacons, nei confronti delle società telefoniche Telecom, Wind, Vodafone e H3G. Le indagini sono state aperte per accertare l’ uso di pratiche commerciali scorrette come, ad esempio, servizi a pagamento non richiesti e addebitati sul credito telefonico. Inoltre l’ autorità rileva «l’ implementazione, da parte dell’ operatore di telefonia mobile, di un sistema automatico di trasferimento del numero di telefono dell’ utente dal gestore ai Csp (Content Service Provider) che editano i contenuti digitali a pagamento e il successivo automatico addebito del servizio sul credito telefonico dell’ utente senza che quest’ ultimo abbia mai inserito il proprio numero telefonico o si sia, in altro modo consapevole, reso riconoscibile». L’ Ivass, invece, ha acceso un faro sulle polizze ‘occulte’ abbinate a pacchetti vacanza, conti correnti bancari, contratti telefonici o di fornitura di gas e acqua, di cui i consumatori sono spesso ignari di aver siglato oppure dai costi non chiari malgrado a volte siano dichiarate gratuite. L’ indagine sta facendo luce su un fenomeno di larga diffusione in Italia che coinvolge più di 15 milioni di assicurati, con oltre 1.600 tipologie di ‘pacchetti’ offerti in seguito ad accordi commerciali tra imprese di assicurazione e vari operatori di tutti i tipi (agenzie di viaggi e tour operators, concessionari auto, banche). Le criticità, in particolare, riguardano la conoscibilità delle garanzie, le modalità di adesione e di scioglimento del contratto e la chiarezza sui costi. Spesso queste polizze sono offerte come gratuite, ma capita che i costi sono in realtà ribaltati sui consumatori. Si tratta spesso di piccoli extra perché la maggioranza dei premi, il 61%, ha un costo inferiore ai 30 euro e solo il 23% supera i 100 euro; piccole cifre che però possono incidere sulla convenienza dei prodotti. Per l’ Ivass anche i motivi per cui vengono proposte non sono legate solo alle esigenze dei clienti ma sono invece di natura commerciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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