Sempre meno negozi L`italiano preferisce bancarelle ed outlet
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fonte:
- La Stampa
Sempre meno negozi L`italiano preferisce bancarelle ed outlet
Confcommercio: “Invertiamo la tendenza puntando sulle operazioni promozionali“
ROMA Calano fatturati, vendite e occupazione. Chiudono più negozi di quanti se ne aprano. L`anno scorso hanno abbassato definitivamente le saracinesche 3336 esercizi al dettaglio. Sale il peso dei grandi gruppi stranieri, che con lo 0,2% di imprese costituiscono ben il 16% dell`intero fatturato del settore. Aumentano gli hard discount, gli outlet, ma vanno benissimo anche i mercati che dal 2002 registrano un +26% di ambulanti. La fotografia della distribuzione italiana nel 2005 è di Confcommercio. Che quest`anno prevede – nonostante il caro-energia – “un contenuto miglioramento dal lato della domanda per consumi delle famiglie“ e una crescita della concorrenza. “Sarà giocata mettendo in campo tutte quelle iniziative (tagli di prezzo, promozioni) in grado di svegliare l`interesse dei consumatori, anche attraverso una riduzione dei margini“, scrive nel suo rapporto l`ufficio studi dell`organizzazione. I problemi attraversati l`anno scorso dal settore hanno evidenziato “elementi critici“ strettamente connessi alla “stagnazione“ e ad una domanda di consumi “debole da parte delle famiglie“. I consumatori sono stati indotti a privilegiare canali di vendita “con maggiori opportunità di risparmio“. Lo dimostra il calo dei negozi tradizionali al dettaglio e il sempre maggior peso della grande distribuzione. Nel 2005, hanno chiuso oltre 57.000 esercizi a fronte di 54 mila nuove aperture. Risultato: -3336 negozi in tutta Italia. È calato anche il numero degli occupati: Confcommercio ne calcola meidamente 17.000 in meno. Il commercio al dettaglio continua a perdere, ma meno che in passato: l`anno scorso ha segnato -0,8% rispetto al -1,7% del 2004. Il non alimentare (-1,7%) ha perso più appeal dell`alimentare (-0,8%). L`abbigliamento (-1,2%) ha perso meno quote di mercato dei casalinghi (-2,1%), delle ferramenta e utensileria per la casa (-2,2%). I cali più marcati nelle vendite al dettaglio sono stati per mobili, tessili, arredo per la casa (-2,4%), orologi e gioielli (-2,5%). Tengono invece l`elettronica di consumo (+4,3%) e il comparto foto, ottica e pellicole (+4,8%). Si conferma la crescita degli hard discount e strutture commerciali medie e grandi. In Italia ogni centomila abitanti ci sono oggi 18.815 metri quadri di superficie dedicata alla grande distribuzione. La massima diffusione è nel Nordest e in particolare in Veneto: 28.333 metri quadrati ogni centomila abitanti. Per dare l`idea della profonda mutazione nelle abitudini dei veneti basti il dato sull`aumento di superficie fra il 1999 e il 2004: +40,4%. Dal 1999 ad oggi sono nati 1615 nuovi supermercati, 142 grandi magazzini e 112 ipermercati. In questi anni hanno cominciato a diffondersi le grandi superfici specializzate e i “factory outlet“. A farla da padroni in questo segmento di mercato sono i gruppi stranieri, e in particolare quelli francesi che devono molto alla “maggiore solidità finanziaria“. Sul totale del fatturato le imprese estere costituiscono infatti lo 0,2% degli esercizi ma realizzano il 16% dei ricavi dell`intero settore. I numeri emersi dal rapporto non stupiscono le associazioni dei consumatori. “Non rappresentano niente di nuovo e confermano pienamente le nostre previsioni“, dice Carlo Rienzi del Codacons. “Il costante aumento dei prezzi ha prodotto il calo generalizzato dei consumi e ha portato sul lastrico gli stessi responsabili di tali aumenti, ossia i commercianti, che sempre più numerosi sono costretti a chiudere i battenti“. “L`unica salvezza per loro – dice Rienzi è abbassare i prezzi di almeno il 20% in tutti i settori e creare opportunità di acquisto allettanti per i consumatori“. Dai saldi liberi tutto l`anno alla “vetrina delle occasioni“ per “vendere prodotti a prezzi scontatissimi“.
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