29 Aprile 2010

Semafori T-Red, 38 verso il processo: coinvolti anche lariani

MILANO – Gare d’appalto pilotate per piazzare su incroci e strade di 35 comuni, sparsi in tutta Italia, i semafori T-Red, i cosiddetti "vampiri rossi" che rilevano le infrazioni, e alcuni sindaci indagati insieme a una quindicina di comandanti di polizie locali, tra cui anche quelli di due Comuni della Provincia di Como, Albese con Cassano e Vertemate con Minoprio. È il quadro che emerge dall’inchiesta appena chiusa dal Pm di Milano Alfredo Robledo sul lavoro svolto dai militari della Gdf che ieri hanno notificato l’avviso di chiusura delle indagini a 38 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere e turbata libertà degli incanti per irregolarità nell’assegnazione degli appalti dei cosiddetti "semafori-vampiro". Il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, è finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio. Nelle casse del Comune, infatti, sarebbero entrati più di 2,4 milioni di euro grazie a multe pagate dagli automobilisti che difficilmente avrebbero potuto evitare di finire nel mirino del "semaforo intelligente". L’avviso è stato notificato anche a Raoul Cairoli, quarantenne comasco di Rovellasca, amministratore unico della Citiesse, azienda che commercializza in via esclusiva i T-Red, e ad altri tre responsabili di società del settore. Interessati alcuni Comuni comaschi e quelli varesini di Gazzada, Schianno, Luvinate e Bardello. In Provincia di Como sono indagati gli ex comandanti delle polizie locali di Albese e Vertemate, Giuseppe Sorresso (oggi canceliere del tribunale di Erba) ed Enzo Tallon, di Bregnano. Con loro anche Antonio Fiorito, di Faloppio (comandava la polizia locale di Gazzada) e Leonardo Vicari, di Tavernerio, già segretario comunale di Albese oggi impiegato nei comuni di Brenna e Alzate. Il Codacons ha deciso di costituirsi parte civile ([email protected], tel. 02. 2941. 9096).
 

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