23 Novembre 2007

Sedici lunghissime ore di stop

I clienti Elitel, da mercoledì sera fino a ieri alle 16, sono rimasti al palo: senza servizi e-mail e, per chi si trova in carico esclusivo con Elitel, senza connessione telefonica. Le linee dell`Aec, l`associazione a difesa del cittadino contribuente, sono state prese d`assalto da mezzo Friuli, oltre che da ditte e privati di tutto lo Stivale, compreso il numero verde attivato per il capitolo Elitel (800 132213), tanto che era un rebus riuscire a contattare il presidente Sergio Sambi. La confusione è stata massima: una cinquantina di aziende nostrane e oltre un centinaio di privati sono stati costretti a un isolamento telematico ed elettronico `forzato`. I blog e i forum, da quelli dei comitati locali di Beppe Grillo fino al sito www.alongo.it, hanno registrato lo sfogo incontenibile di imprese e privati del Friuli, incappati nell`ennesimo disservizio, spiega Sambi, mentre ricostruisce la vicenda.“All`inizio si era pensato di tutto“. Non appena l`Aec si è ritrovato con il `taglio delle linee`, si è attivata per capire i motivi del black-out. Soltanto ieri pomeriggio si è saputo che all`origine del caos ci sarebbe stato, a detta di Elitel, un guasto tecnico. Replica dell`associazione dei consumatori Aec: “Sedici ore di stop ci sembrano un po` troppe per un guasto…“.Ad ogni modo, l`ira dei clienti e degli utenti si è fatta sentire e si sta facendo sentire anche in queste ore nei blog. Resta la pagina buia di aziende e privati che sono stati costretti a rinunciare a servizi email e telefono per più di mezza giornata lavorativa. Ad ogni modo, l`Aec friulana non si ferma e in questi giorni sta preparando le pratiche per la class action a nome di tutti gli utenti Elitel, sia del Friuli sia del resto d`Italia. C`è solo un piccolo scoglio da superare: ottenere il riconoscimento ministeriale, senza il quale non sarà possibile intraprendere l`azione legale collettiva, se non appoggiandosi ad altre sigle di consumatori già riconosciute, come Codacons e Federconsumatori. “Abbiamo fatto partire la prima petizione per domandare ai parlamentari l`introduzione di correttivi al ddl 1495 del governo e far sì che le sigle delle associazioni non riconosciute, come Aec, Wwf, Legambiente, comitato sopravvissuti del Vajont, telefono blu, telefono rosa, telefono antiplagio, telefono azzurro, associazioni antiracket e antiusura, solo per citare alcune, ricevano la qualifica necessaria“. Adesso si deve incassare l`appoggio delle istituzioni: per questo l`Aec, durante il consiglio provinciale di questa mattina, prenderà la parola a palazzo Belgrado per chiedere aiuto all`ente.

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