Se le compagnie fanno le furbe… difendersi si può
-
fonte:
- Il Centro
Il numero di telefono che viene “perso” migrando da un operatore all’ altro, la connessione Internet ad alta velocità promessa ma mai arrivata, il costo di cessazione di un contratto telefonico che continua ad essere addebitato in bolletta, nonostante la sua abolizione sia stata sancita oramai da quasi dieci anni dal decreto Bersani: non è semplice a volte difendersi da abusi e soprusi messi in atto dagli operatori delle telefonia, mobile e fissa. Sono migliaia le segnalazioni raccolte dalle associazioni di categoria e dal Corecom Abruzzo, l’ emanazione regionale dell’ Agcom a cui possono rivolgersi privati e aziende, che solo nell’ ultimo anno ha prodotto quattromila conciliazioni per un totale di un milione e mezzo di euro di indennizzi. Nella maggior parte dei casi alla compagnia si chiede di risarcire un costo impropriamente inserito nella fattura bimestrale. Oppure, viene chiesto il rimborso per i disagi subiti in seguito alla mancata attivazione di un servizio richiesto. «Il sistema funziona – dicono dal Corecom – Il cittadino trova un punto di riferimento più stabile che non un operatore di call center e gratuito, mentre la compagnia telefonica ha la possibilità di chiudere il contenzioso con una spesa contenuta, salvando faccia e cliente. Il numero perso. Su tutti, c’ è il caso della perdita del numero di telefono che può verificarsi in caso di un passaggio fallito da un operatore all’ altro: il nuovo gestore è responsabile del successo dell’ operazione e la perdita del numero – che avviene in Italia nel 30% delle migrazioni, – è sanzionabile attraverso un tabellario fisso stabilito dall’ Autorità delle telecomunicazioni: si va da 100 euro di indennizzo fino a un massimo di 4mila euro, per ogni anno in cui è stata attiva la numerazione andata persa. «Il rimborso- spiegano dalla Federconsumatori – è esigibile entro 12 mesi dalla perdita del numero, ma le compagnie si limitano a parlare di inconvenienti che possono accadere durante il passaggio». La fibra ottica che non c’ è. Altro frequente motivo di reclamo riguarda la mancata attivazione, a seguito di una regolare richiesta di installazione, della rete in fibra ottica. Gli operatori si fanno scudo in questo caso con la mancata considerazione, da parte della legge, della rete Internet ad alta velocità come di un servizio necessario; la sua mancata attivazione prevede così per i gestori telefonici, in caso di richiesta di indennizzo da parte del cliente, penali del tutto irrisorie: in realtà il gestore, che conosce la geografia della rete, deve evitare di stipulare un contratto per la fibra ottica dove manca l’ infrastruttura. Il disagio dovrebbe essere risarcito con un rimborso più cospicuo, variabile in relazione al tempo in cui la linea telefonica e/o la connessione Internet sono rimaste sospese. Le fatture “incongrue”. Al terzo posto tra i reclami e le richieste di riconciliazione vengono poi le cosiddette fatture “incongrue”, quando si cercano di far pagare servizi mai concordati che si fondano sulla difficoltà di lettura delle fatture e sulla non trasparenza delle informazioni rilasciate in sede di stipula di contratto. Scherzi del nuovo gestore, più spesso del vecchio, vissuti ibn quest’ ultimo caso come una sorta di ritorsione per il “tradimento”. Alla signora Emma Di Iorio, 78enne di Sulmona, è capitato di continuare a ricevere le bollette della precedente compagnia telefonica, con la beffa dell’ addebito del traffico Internet, nonostante non abbia né un computer né uno smartphone o un tablet per navigare in rete. Nonostante l’ assurdità della storia, la donna si è dovuta rivolgere al Corecom, tramite suo figlio Raffaele Presutti, per risolvere la questione. L’ organo di controllo sulle comunicazioni in tempi celeri ha risolto il caso con un’ udienza di conciliazione, mettendo d’ accordo i due gestori telefonici e riconoscendo un indennizzo di oltre 500 euro. In presenza di bollette telefoniche su cui si nutrono dei dubbi, il consiglio è di rivolgersi a un’ associazione di consumatori che offrono, in genere, una prima consulenza gratuita. In Abruzzo sono presenti Adiconsum, Arco, Adoc, Codici, Codacons, As.Con, Federconsumatori, Guardia Civica, ContribuentiAbruzzo, Movimento difesa del cittadino e Confconsumatori.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TELEFONIA
-
Tags: compagnie telefoniche, telefonia
