27 Dicembre 2017

Come scoprire se Apple ti frega

LUIGI MERANO Fine anno da dimenticare per il colosso statunitense Apple. C’ è chi ama e chi odia la sua filosofia di immettere sul mercato prodotti di alta gamma puntanto certo sulla qualità della sua tecnologia ma anche, se non soprattutto, su quella dell’ ufficio marketing. Tra chi è appassionato dell’ azienda fondata da Steve Jobs c’ è sicuramente Wall Street, che continua a premiare il titolo dell’ azienda di Cupertino. Ma essendo appassionata più dei suoi utili che dei suoi prodotti, non manca di bastonarla quando qualcosa gira storto. Com’ è successo ieri nel premercato (-4%) per le indiscrezioni secondo cui la casa della mela morsicata avrebbe tagliato le previsioni di vendita del nuovo iPhone X. Ma c’ è un’ altra rogna che rischia di prendere una brutta piega per Apple: l’ ammissione che l’ azienda avrebbe intenzionalmente rallentato le prestazioni di alcuni modelli di smartphone più datati per preservare la batteria ha fatto infuriare molti utenti che hanno intentato tre diverse cause collettive. «Violazione del contratto con con il cliente» e «intrusione della proprietà privata altrui». Sono alcune delle accuse contenute nelle tre «class action» americane. Dal canto suo il Codacons ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e all’ Antitrust, e ha minacciato una class action anche in Italia nel caso in cui siano accertate condotte illecite. Mercoledì Apple aveva detto di aver introdotto un algoritmo negli aggiornamenti dei modelli meno recenti per consentire di avere le migliori prestazioni possibile compatibilmente con batterie “vecchie”, cosa che nei fatti ha portato a rallentare la velocità iniziale di alcuni modelli di smartphone: 6, 6 Plus, 6S, 6S Plus, SE, e anche alcuni iPhone 7, mentre con quelli precedenti si dovrebbero riscontrare riavvii e arresti anomali quando vengono eseguite applicazioni che richiedono un’ elevata potenza di calcolo. Su internet si trovano diverse guide su come verificare se il proprio cellulare è stato “frenato” dal suo creatore. Prima di tutto è necessario controllare il modello che si possiede. Chi lo ha dimenticato può leggere la serigrafia posta sul retro, anche se bisogna avere una vista da falco o una lente d’ ingrandimento a portata di mano. Il numero di quattro cifre che segue la lettera “A” indica il modello. Per esempio: iPhone 6 (prodotto nel 2014) viene identificato con uno di questi codici: A1549, A1549, A1586. Poi è necessario verificare il sistema operativo installato: bisogna andare nelle “Impostazioni”, poi in “Generali” e “Info” e scorrere l’ elenco fino a trovare la voce “Versione”. Se è stato eseguito l’ aggiornamento all’ Os 10.2.1 o superiori, e si possiede un iPhone 6 si è ad alto rischio. La conferma si può ottenere con un’ app che verifica lo stato della batteria, come “Battery Life”. Per una diagnosi certa sullo stato della batteria bisogna andare in un centro ufficiale e pagare 80 euro. Doppia fregatura. riproduzione riservata.

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