6 Luglio 2002

Sciopero dell`euro? Nessuno se ne è accorto

Sciopero dell`euro? Nessuno se ne è accorto

Negozi pieni di clienti come
in un qualsiasi giorno dell`anno





ORISTANO. File e carrelli stracolmi alle casse dei supermercati, nei parcheggi dei centri commerciali, automobilisti sbuffanti alla ricerca di un minuscolo “buco“ dove infilare la propria vettura, prima di rimanere cucinati dal sole dentro l`abitacolo. E poi, per strada la gente, tanta gente, con le buste cariche di spesa, come in un qualsiasi giorno del resto dell`anno. Oristano ieri mattina si è rivelata città contro tendenza e ha trascorso un venerdì uguale a tanti.
Per i promotori, Adoc, Adusber, Codacons e Federconsumatori doveva essere il giorno dello “sciopero dell`euro“, con la gente che, per protestare contro le impennate dei prezzi al consumo, si doveva rifiutare di fare acquisti.
Rifiuto «Persino di bere un caffè», era stato l`invito delle associazioni dei consumatori che avevano indetto a livello nazionale la rivolta contro i rincari ingiustificati. Ma ad Oristano la rivolta dei consumatori non c`è stata. E anche nei bar gli avventori non sono mancati.
Un breve giro di telefonate a fine mattinata è servito ad avere l`ulteriore conferma da parte degli addetti ai lavori, i commercianti, che ieri apparivano più che sollevati dallo scansato pericolo della diserzione di massa dai negozi.
Si lascia scappare una risatina ironica, l`impiegata della direzione dell`Iperstanda di Porta Nuova, quando, si sente chiedere al telefono se dalle loro parti c`è stato il calo di vendite. Si ricompone immediatamente e risponde con l`aplomb che compete al suo ruolo. «No, guardi, qui c`è tanta gente. Come sempre. Oggi poi, la clientela è addirittura superiore, sa – dice – sono iniziate le offerte».
La stessa aria la si respira anche al Tharros Market dei fratelli Ibba. «A dire il vero questa mattina, all`apertura qualche timore lo avevamo, fugato subito dall`arrivo dei clienti di sempre – dice garbata un`addetta alle vendite – la spesa, insomma, la gente l`ha fatta».
Il terzo contatto è con l`Univinci di Santa Giusta. Anche qui la risposta è la stessa: «Sciopero della spesa? Sarà così, ma non ce ne siamo davvero accorti».
E allora? Cos`è successo? Trarre le somme di questo locale fallimento di un`iniziativa che aveva un senso importante, ovvero, puntare l`attenzione sui rincari che nel giro di pochi mesi hanno riguardato addirittura i generi di prima necessità balzati a prezzi spaventosi, non è semplice.
La sensazione però è che forse sia venuta a mancare la necessaria informazione su un`iniziativa che doveva avere un senso importante: far sentire in maniera concreta il disagio di tutti quei cittadini che in pochi mesi si sono visti ridurre in maniera spaventosa il potere di acquisto dei propri denari.

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