13 Settembre 2002

Sciopero della spesa ok

Sciopero della spesa ok
massicce le adesioni

ROMA – Venti milioni di cittadini avrebbero aderito allo «sciopero della spesa».
Secondo un`indagine effettuata in quattro città-campione, la percentuale più alta di scioperanti sarebbe stata registrata a Catania con il 40 per cento. Al secondo posto Napoli con il 35 per cento, poi Firenze con il 23 per cento e Milano con il 20 per cento.
Negozi vuoti e supermercati semideserti. Anche a Milano, dove la risposta dei consumatori è stata più fredda, molti hanno rinunciato al cornetto e caffè del mattino. A Roma c`è stata una protesta davanti alla Camera. «La manifestazione – hanno spiegato gli organizzatori – è contro l`aumento indiscriminato delle tariffe e per il blocco, concordato con commercianti e distributori, dei listini di prodotti di più largo consumo». I rincari avrebbero provocato un aumento medio della spesa familiare di circa 950 euro (oltre un milione 800 mila lire).
Il Codacons, una delle associazioni dei consumatori che aveva predisposto «picchetti» per seguire da vicino la protesta, ha segnalato il fenomeno dei «pentiti». Si tratta di consumatori che hanno acquistato regolarmente, ma usciti dai negozi e avvicinati dagli osservatori si sono giustificati («E` vero, sono entrato dall`orefice, ma era il compleanno di miamoglie», oppure «Non possiamo rinunciare al pane e al latte»). Buona parte di coloro che hanno fatto la spesa ha poi affermato di essere d`accordo con la protesta.
Si sono raccolte dichiarazioni di solidarietà da parte di piccoli commercianti. Anche nei mercati rionali, molti hanno dichiarato che lo «sciopero della spesa» è in atto da mesi, la gente compra lo stretto necessario e molti anziani spariscono dopo il 20-22 del mese, evidentemente perché hanno esaurito la pensione.
Le reazioni dei promotori sono soddisfatte. Il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, auspica che il «governo voglia ascoltare la voce dei consumatori. Finora è stato solo arrogante». Per il presidente dei Codacons, Carlo Rienzi, i consumatori «sono una forza trasversale a tutte le forze politiche e sindacali. Nel nostro Paese si sentiva la mancanza di autonomia nelle battaglie». Rienzi si dice entusiasta della risposta di Catania ed anche dei risultati globali che segnano una svolta in Italia.
Non sono mancate, tuttavia, manifestazioni di dissenso. Cittadinanzattiva, un`altra organizzazione di consumatori che non ha partecipato allo sciopero ha invitato i partiti politici e i sindacati a non cavalcare la protesta. I consumatori chiedono autonomia di decisione e indipendenza da partiti e sindacati.
Per il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, lo sciopero della spesa «è una iniziativa molto forte, che rischia di squilibrare il mercato perché non dà segnali di fiducia». Gli aumenti dei prezzi debbono essere affrontati con Osservatori nei quali siano rappresentati i consumatori.

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