Scatto alla risposta, Bersani frena
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fonte:
- Il Mattino
Dopo la ricarica, lo scatto. Tuttavia la proposta di abolire lo scatto alla risposta nelle chiamate telefoniche lanciata dal presidente dell`Autorità per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, ha raccolto il favore pieno delle associazioni dei consumatori ma anche un certo scetticismo da parte del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, che pure ha confermato l`attenzione del governo sul progetto. La strada indicata dal Garante è chiara: inserire l`abolizione dello scatto alla risposta nel decreto sulle liberalizzazioni, che già contiene le norme sulle ricariche. L`ipotesi è allo studio sia del governo che del Parlamento. “La proposta è condivisibile – spiega Andrea Lulli, relatore al decreto liberalizzazioni – ma deve essere valutata sotto vari profili, anche con il governo, sia rispetto all`ammissibilità, sia rispetto all`economia del decreto legge. E occorre capire se può essere inserita nel decreto o se serve un provvedimento ad hoc“. Anche l`esecutivo sta facendo un esame “dal punto di vista normativo“, fa sapere Bersani, spiegando che “c`è un approfondimento da fare“. Al di là del percorso da seguire, però, l`idea ha fatto breccia. Ed è lo stesso ministro, infatti, a mettere in guardia: “Da adesso in poi – dice – c`è un governo molto attento ai suggerimenti che vengono dalle Autorità. Le nostre imprese debbono competere e il consumatore italiano non è di serie B“. Come dire che l`appello lanciato da Calabrò non resterà lettera morta. Tuttavia lo scatto alla risposta, se pubblicizzato con dovuta evidenza, non è necessariamente una trappola. Ci sono infatti persone, di solito i ragazzi, che fanno molte telefonate lunghe e quindi possono trovare conveniente una tariffa come quella offerta da Vodafone sul numero preferito: scatto alla risposta di 19 cent e tariffa al minuto di un cent. Altri possono preferire una tariffa unica per tutte le chiamate da 25 cent al minuto (altra offerta di Vodafone), calcolata sugli effettivi secondi di conversazione, per cui una chiamata breve, di 30 secondi, costa 12,5 cent contro i 19,5 di quella con lo scatto. I costi nascosti sono altri, come gli arrotondamenti sfavorevoli per la clientela sulle tariffe a scatti o sui bonus di traffico. In ogni caso, mentre il decreto sulle liberalizzazioni si prepara a passare all`esame dell`Aula di Montecitorio, che dovrebbe iniziare domani, l`idea che anche i costi legati allo scatto alla risposta possano cadere è piaciuta ai consumatori. Per Federconsumatori e Movimento in difesa del Cittadino l`introduzione di questa novità rende più trasparente e confrontabile il costo effettivo delle telefonate e risolve il problema delle frequenti cadute della linea telefonica, che costringono a richiamare pagando nuovi scatti alla risposta. Soddisfatta anche l`Adoc, che però teme rialzi delle tariffe e invita all`Authority di vigilare. Il Codacons alza il tiro e chiede che, dopo la telefonia mobile, si intervenga su quella fissa elimininando tutta una serie di “balzelli“ (servizi non richiesti, spese di spedizione bolletta, canone Telecom, costi di noleggio e manutenzione). Sul fronte delle ricariche, qualche malumore arriva dalla Federazione italiana tabaccai. Il rischio – lamenta la categoria – è che gli operatori telefonici abbattano a breve i margini spettanti alla rete distributiva. E di fronte a una prospettiva di questo tipo, i tabaccai sono pronti a far scattare lo sciopero. Tra le compagnie, a manifestare timori per le conseguenze dei tagli degli extra-costi di ricarica è Wind, che calcola oneri per 300 milioni di euro. “Dovremo ridurre gli investimenti strutturali e tagliare i costi operativi. Temo rischi per l`occupazione“, afferma l`amministratore delegato, Paolo Dal Pino. Una provocazione piaciuta poco ai sindacati.
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