Scampata un’ altra tassa: quella sugli sms
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fonte:
- Avvenire
Oggi il decreto per la nuova Protezione civile. Salta però (dopo la rivolta) il criticato balzello
DA ROMA PIER LUIGI FORNARI U na campagna esauritasi nello spazio di un pomeriggio, l’ offensiva fiscale sul terreno telematica con la tassa sugli sms che il governo Monti si apprestava a sferrare nel decreto sulla riforma della protezione civile, al varo oggi in Consiglio dei ministri. La proposta viene decisamente respinta dal web, dalle associazioni dei consumatori, dagli operatori del settore, ma anche dai po- litici. «È una autentica follia», scrive su Twitter il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. «Il governo è indeciso se tassare gli sms o la benzina per garantire i fondi per le emergenze della Protezione Civile. Disposti a tutto pur di non fare una patrimoniale… », aggiunge su Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Il governo secondo il deputato del Pdl Bruno Murgia, «dimostra di non comprendere le potenzialità e l’ importanza della telefonia mobile». «Perso il senso della misura», lamentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti per Adusbef. «Ormai le penne (da spennare, ndr) sono finite», dice Codacons. «Balzello inaccettabile », commenta Asstel, l’ associazione di categoria telecomunicazioni di Confindustria. Dunque la tassa sugli sms viene cassata, ma l’ ipotesi dell’ aumento delle accise sulla benzina sembra restare ancora in piedi. Il decreto che arriva al Consiglio dei ministri cancella la norma inserita nel Milleproroghe dello scorso anno, che stabiliva il «concerto» del ministero dell’ Economia sulle spese da effettuare in caso di emergenza dal Dipartimento della protezione civile, ma in realtà vi sostituisce il ‘controllo’ di quello dell’ Interno, dimezzando e depotenziando la struttura. Nessuna smentita, dunque, all’ ipotesi che la maggior parte delle deleghe della Protezione Civile passino al Viminale. Uno scenario, questo, già avanzato nel novembre scorso e fortemente criticato dallo stesso Dipartimento come «un gravissimo errore». Finora la normativa prevede che il presidente del Consiglio «si avvale» del capo del Dipartimento per le attività di protezione civile. Nel testo ora in discussione si cita «il presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega, il ministro dell’ Interno, per il conseguimento delle finalità del servizio di protezione civile». Per farlo, è scritto ancora, il presidente del Consiglio «ovvero per sua delega il ministro dell’ Interno, si avvale del Dipartimento della protezione civile». In sostanza viene specificato che il ministro competente è quello dell’ Interno. Ma non solo: sempre stando alla bozza, al Viminale passa anche l’ intera gestione della flotta aerea della Stato, vale a dire Canadair ed elicotteri utilizzati nella lotta antincendio. All’ articolo 7 è infatti scritto che «la flotta aerea antincendio della protezione civile, nonché il centro operativo aereo unificato (Coau) sono trasferiti al Dipartimento dei vigili del fuoco» che «garantisce.
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