SARÀ UN AUTUNNO caldo sul fronte dei prezzi
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fonte:
- La Nazione
PERUGIA SARÀ UN AUTUNNO caldo sul fronte dei prezzi. Molto caldo. Di questo sono convinti Adoc e Codacons Umbria, che dopo aver monitorato e analizzato l’evolversi della situazione per mesi, tracciano un bilancio niente affatto positivo della situazione. «Francamente non c’è da stare tranquilli ammette Angelo Garofalo, presidente dell’Adoc Umbria. In questi ultimi giorni stiamo riscontrando ulteriori segnali negativi rispetto a qualche mese fa». Secondo lui il problema è più complesso di quanto sembri «In realtà l’inflazione è solo un fattore, ma ci sono altri dati allarmanti; abbiamo infatti riscontrato anche un preoccupante calo delle vendite. Il vero rischio adesso, si chiama recessione». LA SOLUZIONE che propone Garofalo ha come parola d’ordine «razionalizzare»: «Secondo me il modo per arginare la crisi deve rigorosamente passare per una riorganizzazione della filiera della merce. Ridurre i prezzi al consumatore ma anche quelli di produzione». Una situazione potenzialmente grave, a cui l’Umbria non è immune: «La nostra regione si colloca sostanzialmente nella media nazionale, perciò credo che gli enti locali, a partire da Regione, Provincia, banche, Confcommercio e altri, debbano convocare un vertice d’urgenza per discutere una strategia comune. ANCHE Carla falcinelli, presidente della sezione regionale del Codacons, non è ottimista: «La situazione non è migliorata in questi ultimi mesi, e rischia di peggiorare ancora. Moltissime famiglie hanno ridotto gli acquisti ai soli beni di primissima necessità, e spesso non basta ad arrivare a fine mese. E con la riapertura delle scuole le spese raddoppieranno». Falcinelli descrive uno scenario, a tratti drammatico, anche per l’Umbria: – Ci sono molti elementi che preoccupano: abbiamo monitorato in questi ultimi tempi il prezzo di frutta e verdura, in particolare di pere, pesche, prugne e uva, e benchè siano frutti di stagione non scendono quasi mai sotto 1,50 euro al chilo. Le pere poi, arrivano anche a 2,50 euro, un prezzo francamente eccessivo». Ma i problemi sono anche più gravi: «Sempre più persone comprano solo prodotti in offerta, e tanti altri se la passano anche peggio, basta vedere l’incremento delle richieste per le tessere Caritas». Anche secondo il presidente di Codacons Umbria, l’unica soluzione è la razionalizzazione dei prezzi: «Serve una filiera corta, meglio ancora sarebbe abbattere del tutto le distanze tra produttore e consumatore. Noi del Codacons continueremo a batterci anche per questo».
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