Saracinesca selvaggia, è polemica
-
fonte:
- Corriere Adriatico
Ancona Commercio, si parte con la liberalizzazione. Da gennaio 2012, gli esercizi commerciali avranno la possibilità di tenere aperto in base alle proprie esigenze. Lo ha deciso il Governo con una legge ad hoc. Già dai mesi scorsi, la Regione aveva deciso di intraprendere questa strada seppure in via sperimentale ma oggi, a rendere di fatto superata ogni forma provvisoria, potrebbe essere appunto la legge del nuovo Governo che ha stabilito la liberalizzazione tout court. Insomma, nessuna regola in fatto di apertura. L’assessore Antonio Canzian aveva però promesso a sindacati e associazioni di categoria, oltre alla sperimentazione di saracinesca selvaggia o quasi, un’ipotesi d’intesa, in parallelo alla norma regionale già trasmessa all’assemblea legislativa, per stabilire che le deroghe domenicali e festive siano alla fine 34 più 4 a fronte delle attuali 28. Una soluzione salomonica per un accordo che, tuttavia, a questo punto, potrebbe rischiare di finire nel cassetto, complici i nuovi dettami nazionali. Ma tant’è. Certo è che che già ci sono polemiche dietro l’angolo, pronte a scoppiare.
Le stesse associazioni Confcommercio e Confesercenti storcono il naso. Come i sindacati. Insomma, il fronte è comune. Tutti contro una legge che penalizzerebbe l’intero settore. Del resto, già alcune Regioni come il Veneto avrebbero scelto una strada diversa impugnando cioè la legge del Governo sostenendo che, in tema di orari commerciali, sono le Regioni a legiferare: il Veneto ha infatti stabilito 24 più 4 deroghe per tutto l’anno. Una scelta, quella d’impugnare la legge Monti che solleciterebbero per le Marche sia Confcommercio sia Confesercenti ma anche i sindacati. Di diversa opinione è invece il paladino per eccellenza delle liberalizzazioni, l’ex sindaco di Porto San Giorgio, Agostini.
“Il nuovo Governo è andato oltre rispetto al precedente che aveva contemplato questa possibilità solo per città turistiche e città d’arte”, spiega Andrea Agostini. “Il precedente esecutivo infatti – chiarisce ancora Agostini – aveva posto dei limiti, oggi si è andati oltre. Questo significa che il nuovo Governo ha indicato nella libertà di mercato un punto cardine per lo sviluppo”. Per questo motivo, Agostini si dice “soddisfatto” e anzi lancia la proposta di liberalizzare anche i saldi. “Nelle Marche si fanno il 5 gennaio – dice – ma già la gente ha speso tutti i soldi. Perché non facciamo come in altri paesi europei dove i saldi si consumano già il 26 dicembre?”.
Nell’attesa, è sulla questione delle liberalizzazioni che l’attenzione dei più si concentra. Nelle scorse settimane, a sbattere la porta era stata in primo luogo la Confcommercio secondo cui “la liberalizzazione delle aperture in deroga rischia di far piombare nel caos un settore già messo a dura prova da una difficile congiuntura economica”. Una crisi che ha visto un sostanzioso calo dei consumi a Natale anche nelle Marche e che non si risolverà neppure con i saldi considerando che, secondo le stime di Codacons, per i negozi l’aria resta pesante: secondo l’associazione dei consumatori infatti con l’anno nuovo approfitteranno dei saldi solo il 40% dei marchigiani.
A tenere alta la bandiera della liberalizzazione è l’Anci, l’associazione dei Comuni. Con la Regione, però, proprio negli ultimi tempi, si era giunti a un accordo in materia, lo stesso che tiene insieme Confcommercio, Confesercenti e sindacati.
E sempre sul fronte del no alle liberalizzazioni da segnalare la posizione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: “Serve – avvertono – un atto di coraggio e di coerenza del governo regionale”. Insistono: “L’ordine di adeguare le disposizioni legislative non più solo a Comuni turistici e città d’arte svuota non solo il potere conferito alla Regione dalla Costituzione italiana di legiferare in via esclusiva in materia di commercio, ma anche il potere dei Comuni di determinare un calendario di apertura domenicali e festive”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
