22 Febbraio 2010

Sanremo: se il televoto è da rivedere, non lo sono i talent

 
Roma, 22 feb (Velino) – “I talent show fanno parte del mercato musicale, dando un contributo importante al settore e supportando il lancio di nuovi talenti, ruolo un tempo svolto da Sanremo, e di cui hanno pari dignità”. Così al VELINO Enzo Mazza, presidente della FIMI (Federazione dell’industria musicale italiana), calato il sipario sulla 60esima edizione del Festival di Sanremo che ha incoronato per il secondo anno consecutivo un talento di “Amici di Maria De Filippi”: dopo Marco Carta, quest’anno il vincitore è Valerio Scanu, anche lui sardo. Un podio, quello di quest’anno in cui si è concretizzata la telecrazia: dopo Scanu di “Amici”, si sono classificati Pupo, con Emanuele Filiberto e Luca Canonici, on air con “I raccomandati” e “Attenti a Pupo”, e Marco Mengoni, vincitore del talent “XFactor”. Artisti avvantaggiati dal traino mediatico? “Certo c’è da discutere su quanto eventi come i talent show mobilitino i fan. Dovrebbero introdursi a Sanremo criteri per attenuare il peso del televoto, con ad esempio una percentuale di voti in mano ad un’Academy apposita, e introdurre misure di controllo, verifica e trasparenza di questo sistema di voto”, afferma Mazza in merito ai dubbi sorti sull’attendibilità di una votazione attraverso telefonate e sms. Dopo il verdetto finale del Festival, il Codacons, assieme all’Associazione utenti televisivi, ha chiesto alla Guardia di Finanza di Sanremo di verificare i tabulati dei televoti per verificare se le società private che gestiscono l’operazione abbiano interessi o rapporti economici con alcuni dei partecipanti alla gara.
Nella serata finale del Festival sono arrivati oltre un milione di voti, rispetto ai 600mila della prima in cui si è televotato – giovedì 18 febbraio – per il ripescaggio che, tra l’altro, ha interessato proprio i big arrivati nelle prime due posizioni. Per RaiUno, in particolare il direttore Mauro Mazza e il capostruttura Antonio Azzalini, il televoto è un sistema di fidelizzazione che ha giovato agli ascolti di Sanremo. Mentre il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, ritiene che è un sistema “apparentemente democratico, ma in realtà sbilanciato: favorisce chi ha un pubblico abituato a usarlo, ma anche chi viene da zone d’Italia che hanno un rapporto campanilistico stretto con i loro artisti”. Così mentre si discute su pregi e difetti del televoto il VELINO raccoglie la proposta dell’esperto tv Giorgio Simonelli di una giuria che si possa guardare in faccia. “Sono contrario al televoto – afferma Simonelli – perché quando si fa una gara bisogna guardare negli occhi chi dà il giudizio. Al di là del fatto che sembrerebbe un sistema facile da pilotare, il televoto toglie al pubblico il piacere di vedere chi giudica. La giuria demoscopica delle prime serate era lì al Teatro Ariston, aveva il suo volto. I televotanti sono sospetti in partenza perché drammaturgicamente tolgono uno degli elementi del racconto. I giudici di ‘Ballando con le stelle’, da Zazzaroni a Mariotto, ad esempio, sono lì e vedi mentre esprimono il loro voto alla luce del sole”.
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this