22 Febbraio 2010

Sanremo, è polemica sul televoto

SANREMO. Il festival di Antonella Clerici fa il pienone e gli ascolti dell’ ultima serata confermano la tendenza che ha caratterizzato questa edizione. La finalissima, con la proclamazione del vincitore Valerio Scanu, è stata vista da 12 milioni 462 mila telespettatori, con il 53.21% di share. Ma il Festival degli ascolti boom si chiude tra le polemiche sul funzionamento del televoto. Il Codacons ha chiesto che vengano sospesi i risultati finali e, assieme all’ associazione utenti radiotelevisivi, ha chiesto alla guardia di finanza di Sanremo e all’ Autorità delle Telecomunicazioni di «sequestrare tutti i televoti che hanno determinato i primi tre classificati e verificare le utenze di provenienza per escludere che si tratti di utenze collegate ad agenzie specializzate che è noto che svolgono questo mercato». Tutti contenti invece in casa Rai, il direttore di RaiUno parla di «missione compiuta» e osserva che «se Sanremo è tornato a piacere è perché chi guarda partecipa al Festival, chi aveva pensato di prendere parte con sms o dal telefono fisso voleva vedere come il suo voto aveva inciso sull’ esito finale. Questo va salvaguardato». Mentre il capostruttura di RaiUno, Antonio Azzalini, al quale fa eco il direttore artistico Gianmarco Mazza, stigmatizza il comportamento degli orchestrali che, alla lettura dei risultati, si sono indignati e hanno stracciato gli spartiti. Resta il fatto che tra il voto telefonico, che ha decretato il vincitore Valerio Scanu, e quello della giuria demoscopica e quello degli orchestrali, sembra esserci un’ enorme distanza. Nino D’ Angelo, ospite di Pippo Baudo a Domenica In – Sette giorni in diretta da Sanremo, ha detto che «se il televoto é democratico allora non si dovrebbe pagare perché ci sono persone che non arrivano alla fine del mese: il voto é un diritto di tutti, non solo di quelli che hanno il telefonino e i soldi per pagarlo».
 

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