4 Novembre 2010

Sanremo Il festival canterà “Bella ciao” e “Giovinezza”

Così per il 150° dell’ Unità, ma è già polemica  Meno televoto e selezioni tv per i Giovani

ROMA«Vorrei che sul palco dell’ Ariston si cantasse Bella Ciao, lo vorrei molto, secondo me bisogna farlo e lo faremo»: così Gianni Morandi ha presentato la serata che il Festival di Sanremo dedicherà ai 150 anni dell’ Unità d’ Italia. «Bella Ciao, che nacque come canto delle mondine, ma anche Giovinezza, che prima di diventare inno fascista fu canto dei goliardi toscani» ha aggiunto il direttore artistico Gianmarco Mazzi. La precisazione in chiave «par condicio» non è bastata a frenare le polemiche politiche scatenate dalle dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo regolamento del Festival, in programma dal 15 al 19 febbraio: «Aberrante» accostare le due canzoni per Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista, «se fosse vero dovrebbero vedersela con noi» annuncia il segretario del Pd Pierluigi Bersani, mentre Giuseppe Leoni della Lega Nord invita a cantare piuttosto Va’ Pensiero, e il ministro della Difesa Ignazio La Russa taglia corto: «Basta con le code di paglia, Bella Ciao e Giovinezza le cantavano milioni di italiani». Al di là delle polemiche, tra le novità dell’ edizione 2011 del festival ci sarà quindi la serata per i 150 anni dell’ Unità, durante la quale i 14 big in gara si esibiranno «in canzoni storiche su temi che vanno dalla contestazione al dopoguerra ed al boom economico». «Sarà una celebrazione senza censure e senza cesure» ha sottolineato il direttore di Raiuno Mauro Mazza. Ma le novità (e le polemiche) non finiscono qui. Se è riconfermata la possibilità di scegliere il dialetto in alternativa all’ italiano, così come il meccanismo delle eliminazioni e del ripescaggio (i Big partono in 14 e arrivano a 10 nella serata finale; i Giovani partono in 8 e arrivano in 4) cambierà però il sistema di votazione, che cercherà di privilegiare la qualità attraverso il voto dell’ orchestra e la «golden share», una azione «correttiva» che i giornalisti della sala stampa potranno apportare, nella serata finale, alla classifica provvisoria, facendo guadagnare d’ imperio tre posizioni al Big scelto. Rispetto al passato si stempera il peso del televoto: «strumento imprescindibile perché fa decidere al pubblico» secondo Mazzi; «da eliminare del tutto» stando alla richiesta del Codacons e dell’ Associazione Utenti Radiotelevisivi, che paventano la possibilità che «eventuali flussi anomali di televoti possano determinare alterazioni della classifica finale». Non ci sarà quindi la serata dei superospiti di giovedì (con un risparmio evidente per le casse della Rai), sostituita dalla serata per i 150 anni, mentre è confermata la serata dei duetti del venerdì: i Big ancora in gara rivisiteranno i loro brani accompagnati da artisti ospiti italiani o stranieri. «Siamo una squadra molto forte – ha commentato Morandi -: Belen e Elisabetta Canalis vogliono cantare, ballare e presentare. Cercheremo di farle emergere come artiste». Nessuna preoccupazione da parte del conduttore sull’ eccesso di doppi sensi negli interventi delle «Iene» Luca e Paolo: «Non li condizioneremo, hanno una lunga storia e avranno certamente una sensibilità. E poi il potere di controllo ce l’ ha la diretta» ha spiegato Mazzi. Quanto ai Giovani la scelta avverrà attraverso il web e un apposito format tv. Sul sito di Sanremo è già possibile candidarsi inviando brani che saranno programmati anche su RadioUno. Tra i candidati la commissione artistica sceglierà entro il 19 dicembre i nove artisti che accederanno al format tv. Il 9, 16 e 23 gennaio i cantanti selezionati saranno ospiti su Raiuno a «Domenica In… Onda», mentre dal 19 dicembre al 29 gennaio il pubblico potrà votare il brano preferito. Il 30 gennaio si conosceranno i nomi dei sei Giovani che, insieme ai due selezionati da AreaSanremo, approderanno all’ Ariston.
 

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