14 Febbraio 2003

San Valentino?È solo un rituale consumistico

San Valentino? Gli studiosi spiegano cos`è diventata la ?festa degli innamorati?

È solo un rituale consumistico

Ottocento milioni di euro ?bruciati? in ventiquattr`ore



S an Valentino festa degli innamorati o meglio della coppia e, in fondo, dell`amore? No, è un rituale puramente consumistico, un modo per tentare di tener in vita una storia, un`idea, quella della coppia indissolubile, che non ha riscontri nella realtà quotidiana. Quanto all`amore, nessuno sa bene cosa effettivamente sia: forse l`immagine più autentica e vera è quella di «Amore e Psiche» inventata da Antonio Canova. È questa l`opinione di psichiatri e psicoterapeuti, Paolo Fiori Nastro, docente di psichiatria all`Università romana «La Sapienza» e Raffaella Poggi, sulla ricorrenza di San Valentino. «L`amore? Se ci si riferisce all`amore per un`altra persona non lo so cos`è ? riflette Fiori Nastro. Posso dire che è una ricerca quotidiana, un confronto ed una dialettica continue che non possono prescindere dall`interesse per l`altro. Non c`è un decalogo dell`amore, c`è il rapporto interumano». Fare pertanto un regalo all`altro è segno d`amore? «Fare un regalo ? risponde Fiori Nastro ? è per me fare un riconoscimento ed un pagamento per aver scoperto qualcosa che o non avevo compreso o non avevo colto dell`altro». «Amore e Psiche», l`immagine inventata da Canova racconta la storia di due innamorati che s`incontravano al buio, senza vedersi. Poi tutto finì quando Amore volle vedere il suo amante. «L`amore è ben altra cosa da quanto si vorrebbe imporre con San Valentino ? aggiunge la Poggi. Si può dire che amore è rapporto reale con l`altro, è interesse per l`altro, è qualcosa che c`è se c`è affettività, se ci sono affetti». La festa di San Valentino, dunque, «è un rituale per far finta che tutto va bene ? conclude la Poggi ? che c`è la gioia di vivere, che la coppia è salda quando invece la realtà quotidiana ci fa vedere altro». Prevale, infatti, la vita da single sulla coppia. «Ma in un tempi di guerra, la festa di San Valentino ? dice Silvia Vegetti Finzi, docente di psicologia all`Università di Pavia ? è un ottimo antidoto che può far bene all`amore, ad un sentimento che oggi viene trascurato e che invece dovrebbe avere una centralità nella nostra vita, quella di tutti i giorni, non solo quando c`è una ricorrenza». San Valentino può però non essere un momento di felicità per chi soffre di timidezza. «Infatti ? osserva il neurologo Rosario Sorrentino ? una cena al lume di candela può salvare da rossori, palpitazioni e tremori, sintomi propri di chi soffre di fobia sociale, perchè nasconde l`espressione e gli sguardi che mettono, nel rapporto d`amore di coppia, a disagio la persona timida». Intanto, si parla di circa dieci milioni di rose acquistate, sette milioni gli italiani che faranno un regalo floreale, dai 20 ai 25 milioni di Sms spediti dai cellulari e ancora cene, gioielli, cioccolattini, viaggi: un business, quello di San Valentino, da 800 milioni di euro bruciati in poco più di 24 ore. La Festa degli innamorati si conferma per gli italiani un appuntamento importante, una festa… a prova di conflitto. Se la locomotiva dell`economia stenta e ripartire condizionata fortemente anche dai venti di guerra in Irak, la ricorrenza del 14 febbraio non teme crisi o defaillance. A testimoniarlo è il colossale giro d`affari messo in moto dalla festa, sebbene un`indagine condotta da Datamedia per la Confcommercio abbia rilevato che il 75% degli italiani giudicano peggiorata la situazione economica nel Belpaese e addirittura l`80% afferma di esserne condizionato nei consumi. Grazie alle martellanti campagne pubblicitarie si acquista di tutto ed in molti casi senza guardare tanto al costo. Secondo la Federconsumatori (Adoc, Adusbef e Codacons) milioni di persone «sono vittime di una tendenza imposta dal mercato e dai commercianti, gli unici ? secondo l`organizzazione ? che da San Valentino ricevono un bel regalo». La Federconsumatori ha stimato in 800 milioni di euro il fatturato mosso dall`evento; una cifra prudenziale, approssimata per difetto. Nella hit parade delle spese c`e ovviamente la voce: ristoranti, discoteche e affini, che da sola vale 300 milioni di euro. Immediatamente dopo segue quella che fa capo ai fiori, che alleggerirà il portafogli degli italiani di ben 180 milioni di euro. La Coldiretti prevede che in Italia si venderanno almeno 9 milioni di steli di rose, a cui vanno aggiunti tulipani, orchidee, margherite, garofani. Se la maggioranza dirà «ti amo» con i fiori, sempre secondo la Federconsumatori, gli italiani non disdegnano i cioccolattini (100 milioni di euro di spesa), quindi gli intramontabili pupazzi di peluche (80 milioni di fatturato previsto), i gioielli (50 milioni di euro), gli immancabili cellulari (50 milioni di euro) ed altri beni come profumi, vestiti, accessori (40 milioni di euro). Una mappa dei consumi che viene confermata anche dalla Confcommercio che, sulla nuova edizione del giornale on line, conferma che le spese saranno orientate secondo la tradizione.

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