Saldi, si parte sabato ma sulla data unica commercianti divisi
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fonte:
- la Repubblica
Il decalogo del Codacons per difendersi dalle truffe
PARTONO i saldi e Roma si
attrezza. Da sabato, per la
durata di sei settimane, i romani
si metteranno in fila davanti
alle boutique di via del Corso e
nei centri commerciali disseminati
per la città, per aggiornare il
proprio guardaroba a prezzi
scontati. La novità, per quest’anno,
è che la data di inizio è fissata
su tutto il territorio nazionale
nello stesso giorno: il 2 luglio. La
decisione, però, è contestata da
molti commercianti. «I saldi dovrebbero
cominciare verso la fine
di luglio, non adesso — dice il
segretario Confesercenti di Roma
e provincia Valter Giammaria
— La nostra posizione è condivisa
dalla maggior parte dei
commercianti romani e della
provincia. Abbiamo fatto un
sondaggio e il 95 per cento è d’accordo.
Al commerciante non
conviene che il saldo inizi prima.
Con questi saldi così lunghi e così
anticipati, l’incasso per noi rimane
più o meno uguale».
Per le associazioni di strada il
problema è nella difficile gestione
dei controlli che mettono in
difficoltà i negozi di vicinato:
«Quello che bisogna davvero
combattere sono i presaldi. A Roma
non c’è controllo — denuncia
il presidente di Federstrade
Mina Giannandrea — le grandi
aziende hanno già iniziato da un
mese con i clienti fidelizzati.
Vengono inviate cartoline con
delle proposte di sconti e questo
ci penalizza. Noi, che siamo negozi
di vicinato, dobbiamo acquistare
e poi rivendere la merce,
mentre loro, in questo modo,
vendono direttamente saltando
il passaggio intermedio».
Per i commercianti quindi
non si prospettano buoni guadagni.
«Non ci attendiamo una stagione
di saldi particolarmente
effervescente, ma ci aspettiamo
una sostanziale tenuta rispetto
ai ricavi dello scorso anno — dice
il vicepresidente di Confcommercio
Renato Borghi — la situazione
dei consumi per il settore
permane difficile». Secondo le
previsioni di Confcommercio, la
spesa media delle famiglie romane
sarà di 274 euro, per un valore
complessivo di circa 4,1 miliardi.
Ogni persona invece spenderà
114 euro. A beneficiare dei saldi
saranno 15,1 milioni di famiglie
sulle 25,1 totali. Le vendite dei
prodotti durante i saldi estivi incideranno
per l’11,9 per cento
sulle vendite totali dell’anno.
Cifre addirittura più basse
quelle stimate dal Codacons, che
prevede una flessione delle vendite
del 10-15 per cento rispetto
allo scorso anno e una spesa di
160 euro a famiglia. Inoltre, per
l’associazione dei consumatori,
solo il 50 per cento dei clienti
metterà mano al portafoglio.
«Fate attenzione — esorta il presidente
di Codacons Carlo Rienzi
— ricordate che sulla merce è
obbligatorio il cartellino che indica
il vecchio prezzo, diffidate
dagli sconti superiori al 50% e
conservate lo scontrino, perché
non è vero che i capi in svendita
non si possono sostituire».
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