29 Dicembre 2009

“Saldi per 6 miliardi” ma si teme il grande flop

 
Il Natale delle vendite è stato un flop: complice la recessione economica, la spesa per i regali nell’ ultimo scorcio del 2009 è risultata in calo del 7% rispetto alle Feste del 2008 (quando la crisi già infuriava). Così almeno dicono i numeri dell’ associazione di consumatori Adoc. E adesso il grande test sono i saldi. Andranno bene e avvieranno il rilancio economico del 2010, come prevedono i commercianti, che si aspettano 400 euro di spesa per abbigliamento e accessori in ogni famiglia, in totale di 6,1 miliardi? O saranno un mezzo disastro, come avverte Federconsumatori? In attesa di scoprirlo il Codacons rileva che un negoziante su tre sta già facendo (da giorni) grossi sconti per conto suo nel tentativo di spingere le vendite. I saldi partiranno ufficialmente il 2 gennaio ma non in tutta Italia. Il giorno dopo Capodanno compariranno i cartelli sulle vetrine in Lombardia e nel Lazio ma per esempio il Piemonte e la Liguria dovranno aspettare il 5 e la Valle d’ Aosta addirittura il 10. Su questo c’ è una certa polemica perché da un recente sondaggio Format-Confcommercio risulta che l’ 87,2% vorrebbe una data uguale per tutti: così, invece, chi parte prima soffia quote di mercato a chi ritarda, attirando clienti fuori dai confini regionali. Ma al di là di questo l’ associazione dei negozianti si prepara ai saldi con ottimismo. Su un totale di quasi 24,7 milioni famiglie, dice Confcommarcio, i due terzi abbondanti dei nuclei faranno compere nel periodo di saldi spendendo 6,1 miliardi di euro. La spesa per famiglia sarà di 400 euro e quella a persona di 174. E’ realistico aspettarsi così tanto da così tante famiglie? Secondo la Federconsumatori no: la stagione dei saldi, come già quella di Natale, sarà «molto fredda» per le vendite. Il suo Osservatorio nazionale valuta che solo in 10 milioni e 800 mila famiglie, cioè appena il 45%, ci saranno soldi da destinare ai saldi, e in tutto si spenderanno solo 3,2 miliardi di euro. Le altre famiglie metteranno i soldi da parte e non potranno permettersi acquisti neanche a prezzo scontato. Il Codacons riferisce i risultati di una sua indagine da cui risulta una situazione così problematica che un commerciante su tre sta già facendo sconti alla clientela (ancora non li si può chiamare ufficialmente saldi) sforbiciando i prezzi fra il 20 e il 40%: i negozianti accettano le richieste di sconto o le proponengono di loro iniziativa quando vedono che il potenziale cliente tentenna. E’ evidente che la sindrome del «vorrei ma non posso» rischia di rovinare la festa ma i saldi in sé continuano a rappresentare una grande opportunità, attesa da molti consumatori. E da punto di vista dei commercianti l’ insieme dei saldi (estivi e invernali) costituisce una quota rilevante – in media il 26% – del fatturato annuo degli esercizi al dettaglio di abbigliamento e calzature. L’ unica associazione di consumatori da cui viene una previsione relativamente positiva è l’ Adoc, secondo cui a dispetto del calo delle vendite a Natale ci sarà nei prossimi saldi invernali il primo incremento di spesa dal lontano 2001.

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