Saldi di gioia
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fonte:
- Libero
Cominciano i saldi e con loro parte il balletto di cifre. Se l’ ottimista Confcommercio parla di sette italiani su dieci alle prese con gli sconti e le offerte speciali, il Codacons denuncia una diminuzione degli acquisti nel primo giorno di svendite intorno al 15%. «Abbiamo registrato una sensibile riduzione dell’ affluenza di cittadini nei negozi e nei centri commerciali delle principali città (Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo) rispetto allo scorso anno», spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Per essere il primo giorno, il calo medio negli acquisti del 15% ?? pesante, e si spiega anche con il fatto che molti italiani sono ancora in vacanza per il Capodanno», prosegue Renzi, «speriamo in una ripresa a partire da lunedì. Ma riteniamo che alla fine della stagione i saldi faranno segnare un triste meno 20%, non avendo le famiglie più soldi da spendere per acquisti non essenziali». Federconsumatori Anche Federconsumatori vede nero: «Oltre la metà delle famiglie non metterà piede in un negozio». E allora che ci faceva tutta quella gente in giro per il centro di Milano, così come in quello di Roma? Quattro passi sotto il sole in una tiepida giornata di primavera. No, anche perché ieri le temperature nel capoluogo lombardo erano davvero basse. E il vento insopportabile. Ma questo non ha impedito ai milanesi di mettersi in fila – tutti incappucciati con sciarpe, cappelli e guanti – per ore davanti ai negozi delle griffe più conosciute. Una Milano tra l’ altro semivuota – sull’ autobus si poteva persino leggere il giornale comodamente seduti – ha visto lunghe code davanti ai negozi di via Montenapoleone, mentre la Rinascente di piazza Duomo veniva presa d’ assalto, così come tutto il quadrilatero della moda. I più hanno sostato a lungo davanti a Prada, Gucci, Dolce & Gabbana, Miu Miu e ovviamente davanti ad Abercrombie & Fitch, il brand newyorkese che in Europa ha aperto solo a Londra e Milano e i cui modelli mezzi nudi fanno impazzire le ragazzine. Poco importa che il negozio da tre mila metri quadri nello storico palazzo di Giò Ponti in Corso Matteotti non faccia i saldi. Ma c’ è anche chi, per fortuna, non si lascia contagiare dalla smania di farsi un’ ora e mezzo di coda per entrare nel tempio della moda teenager, per giunta senza saldi. Francesca, 12 anni, lunghi capelli castani, dice la sua sulle svendite di quest’ anno: «Non sono come l’ anno scorso, partite subito dal 50%. Finora ho visto soltanto ribassi del 30%». Fra gli infreddoliti cacciatori di saldi molti i milanesi e i lombardi, ma molti anche i russi e più in generale gli stranieri. Nessun flop «I saldi non saranno un flop», tiene a precisare Sandro Miano dell’ Osservatorio Economico di AssoConsumatorItalia. «Contrariamente a quanto sostenuto dal Codacons, le vendite resteranno invariate rispetto alla campagna saldi invernali del 2009, con qualche cenno di incremento nel comparto scarpe e in quello dell’ abbigliamento. I primi segnali da Milano lo confermano. I negozi con prezzi veramente scontati hanno fatto il pieno, mentre i consumatori usciti apposta dal letargo non si sono lasciati ingannare da chi vendeva fondi di magazzino o articoli a prezzi che lo sconto lo avevano solo sul cartellino». Grande successo a Milano anche per l’ Unione del Commercio che parla di risultati simili a quelli dell’ anno scorso e per l’ Ascobaires, l’ associazione di Corso Buenos Aires, che si sbilancia parlando di affari andati ancora meglio che nel 2008. E anche nella capitale «il bilancio del primo giorno dei saldi è soddisfacente» per Confcommercio. «Ancora una volta i romani hanno dimostrato di amare lo shopping di fine stagione», dichiara il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi. «Già dalle prime ore della mattina i cittadini si sono presentati numerosi sia in centro storico, davanti alle vetrine di Gucci e Luis Vuitton in via Frattina (in fila oltre un’ ora con i giapponesi) o di Hogan in via del Babuino. Molti ancora incerti sugli acquisti da fare». Più determinati i clienti di Cenci, un nome famoso nel mondo della moda, i cui saldi sono attesi anche oltre confine. Si sono difese bene anche le zone ad alta densità commerciale come via Cola di Rienzo, viale Europa o viale Libia. E se romani e turisti si sono riversati a migliaia in centro e nelle più note vie dello shopping tanto da indurre il comando della polizia municipale a pedonalizzare gran parte del centro storico, altrettanti si sono messi in coda per accedere agli outlet e ai grandi centri commerciali creando non poche difficoltà alla viabilità. Capitale in fila Una giornata quasi primaverile a Roma, cominciata sotto i migliori auspici e finita in tilt. Nemmeno la pioggia degli ultimi giorni era riuscita a tanto: file e caos a prova di pazienza. Tant’ è che qualcuno sbotta: l’ anno prossimo pagherò a prezzo pieno pur di evitare tutto questa gente. Se la ricerca dei regali di Natale è fonte di stress, lo è ancor di più la smania dell’ affare a tutti i costi, consapevoli che gli affari veri li fanno solo i commercianti: è il loro mestiere. A misurare lo stress da ribassi ci pensa uno studio italiano che divide i compratori in cinque tribù: dai secchioni degli sconti, che si preparano per tempo, agli acquirenti dell’ ultimo minuto. Tutti, in media, affrontano 11 code e 4,5 chilometri al giorno, i più accaniti arrivano fino a otto pur di acquistare i capi desiderati a prezzo ridotto. Una maratona. E che vinca il migliore. Anzi, la migliore.
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