28 Dicembre 2010

Saldi, comincia il Sud: gli italiani spenderanno 400 euro a famiglia

Saldi, comincia il Sud: gli italiani spenderanno 400 euro a famiglia
 

Roma Il 2011 inizia con la caccia ai saldi. Nel Sud d’ Italia cominceranno già il 2 gennaio mentre al Centro e al Nord bisognerà aspettare l’ arrivo della befana. Ogni famiglia quest’ anno spenderà poco più di 400 euro per abbigliamento e accessori, per un totale di spesa di 6,2 miliardi di euro che va ad incidere per il 18% sul fatturato del settore. E’ questa la previsione dell’ ufficio studi della Confcommercio. Le date, come è noto, sono diverse da regione a regione. Anche quest’ anno, sostiene Renato Borghi, presidente di Federmoda-Confcommercio, «la coda della crisi si è resa evidente per il settore della moda con un andamento della stagione autunno-inverno certamente non brillante. Di conseguenza, gli stock di invenduto dei negozi sono alti e l’ offerta per i "saldisti" molto ampia, sia per varietà che per qualità dei prodotti. Prevediamo sconti medi elevati oltre il 40%». Quest’ anno, quindi, «l’ offerta ampia e gli sconti interessanti ci fanno ben sperare per una positiva stagione dei saldi che potrebbe anche rappresentare il tanto atteso segnale di inversione di tendenza», dice ancora Borghi. Non la pensa così il Codacons secondo cui i saldi invernali «saranno un flop, e rispetto ai saldi del 2010 faranno registrare riduzioni degli acquisti comprese tra il 10 e il 20% specie nelle grandi città». Tra i motivi, spiega il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, «innanzitutto l’ eccessiva vicinanza alle festività natalizie che hanno già prodotto uno svuotamento dei portafogli degli italiani. C’ è poi un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell’ abbigliamento e delle calzature, che nonostante gli sconti presenterà listini troppo elevati. Da registrare poi il budget delle famiglie per i saldi sempre più ridotto da rincari, rate, mutui e bollette e un generale clima di sfiducia dovuto alla crisi economica». Dunque, appena il 50% delle famiglie, rileva, «potrà avvalersi degli sconti di fine stagione, perché l’ altra metà non avrà budget da dedicare a nuovi acquisti». Secondo Confcommercio, sono cinque le regole da rispettare: – 1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme . – 2. Prova dei capi: non c’ è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. – 3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’ adesivo che attesta la relativa convenzione. – 4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. – 5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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